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Sharaf schiaffeggiato in cella, quarto stop in un anno del processo a due penitenziari

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Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf

Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf

Giuliano Migliorati

Il difensore Giuliano Migliorati

Giacomo Barelli

L’avvocato di parte civile Giacomo Barelli


Viterbo – (sil.co.) – Morte di Hassan Sharaf, ennesimo stop dello stop al processo ai due penitenziari di 53 e 55 anni imputati di abuso dei mezzi di correzione in concorso in quanto, secondo l’accusa, “schiaffeggiarono il 21enne e blindarono la cella d’isolamento” in cui, il 23 luglio 2018, il 21enne egiziano era appena giunto per scontare una sanzione disciplinare risalente alla primavera precedente.

L’udienza in programma ieri davanti al giudice Giovanna Camillo, l’ultimo magistrato cui è stato assegnato il procedimento, fu rinviata il 7 maggio 2024 a causa della bomba di via De Gasperi e poi ri-rinviata l’11 luglio in seguito alla tre giorni di astensione degli avvocati penalisti contro il sovraffollamento, i suicidi e le aggressioni nelle carceri. A novembre è slittata nuovamente, per la terza volta in un anno, con rinvio a ieri, quando non è stata celebrata in seguito a un legittimo impedimento del magistrato.

Con un ulteriore rinvio al prossimo 3 luglio. Non per fare attività istruttoria, ovvero ascoltare testimoni, ma sempre per la rinnovazione in seguito al passaggio a un nuovo giudice, per l’appunto la dottoressa Camillo, e la calendarizzazione del processo. 

Gli imputati sono difesi dall’avvocato Giuliano Migliorati, mentre i familiari sono parte civile con i legali Giacomo Barelli e Michele Andreano. Uno dei due, in particolare, dopo lo schiaffo, avrebbe chiuso a chiave la porta del blindo e dello spioncino di ispezione, quindi dopo che il detenuto aveva riaperto lo spioncino, lo avrebbe richiuso assicurandosi  la completa e corretta chiusura.

Nonostante la condizioni generali di Sharaf, che mostrava agitazione, insofferenza ed inquietudine, dopo avere assicurato la completa e corretta chiusura del blindo della cella e del relativo spioncino alle ore 14,18, avrebbe effettuato il primo controllo sulle condizioni del 21enne solo dopo 27 minuti ed in particolare alle ore 14,45.

Fin dal 9 maggio 2018, secondo il provvedimento notificato alla direzione l’11 aprile 2018, Sharaf avrebbe dovuto essere trasferito presso un istituto penale minorile dove avrebbe dovuto espiare fino al 9 settembre la pena di quattro mesi di reclusione, inflitta con sentenza emessa dal tribunale per i minorenni di Roma nel 2017.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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