Vallebona
Viterbo – Vallebona, Viterbo. A due passi da Grotte Santo Stefano. Dimenticate gli orologi, qui il tempo è scandito solo da alba e tramonto.
Un tempo contadina, con i segni ancora sull’intonaco dei muri, la disposizione delle case basse e cani e gatti che se ne stanno in giro da soli, appallottolati sul ciglio della strada che gira attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta. Avvolgendola.
Viterbo – Vallebona
Oggi Vallebona è pressoché sconosciuta. Ci si arriva solo intuendone la presenza. Imbattendosi, su una curva a gomito, sul segnale a punta che indica una strada di campagna. Una specie di tappeto rosso circondato da verde che porta dritto in un logo d’incanto, dentro a una valle.
L’erba alta anche qui non manca, a ridosso delle abitazioni. Così come qualche segno di degrado. Uno su tutti, la pensilina della fermata del bus. Sfondata e con la seduta anch’essa da buttare.
Viterbo – Vallebona
Case in vendita a meno di 50 mila euro, con una buona metratura. Nessun servizio. La farmacia e i generi d’ogni tipo stanno a Grotte. Poco distante l’autostrada e la stazione dei treni. Ad Attigliano. Una volta qui c’erano anche un paio di alimentari, che hanno poi chiuso. La diffusione dei supermercati ne ha decretato la fine. C’era anche un bar. Oppure una scuola, all’ingresso del paese, passata poi a seggio elettorale e infine a casa. La gente va a votare a Montecalvello o a Grotte. Resta solo la chiesa, dove ogni domenica si dice ancora messa.
Viterbo – Vallebona
Un’epoca finita, che resta solo nell’ospitalità di Marco e Adriano. Il primo, nato e cresciuto a Vallebona. “Qui – dice – i bambini che vengono d’estate giocano ancora in piazza. Le macchine vanno a passo lento”. Il secondo è di Roma. A Vallebona viene ogni settimana. “Perché – sottolinea – ho scelto il bene più prezioso, la vita”.
Viterbo – Vallebona
I due si incontrano per strada, con Marco che torna dal lavoro e Adriano che se ne sta alla finestra. Lo nota e lo chiama, lo invita a fermarsi, per scambiare due parole prima di cena. Attorno il silenzio, scandito solo dall’imbrunire, dal sole che cala. A pochi giorni dall’ora legale. Entrambi ti notano, si avvicinano e, senza sapere chi sei, t’offrono un caffè. Dentro casa, a parlare del più e del meno, di scelte e famiglie. Con tanto di numeri scambiati e la promessa di rivedersi a cena, quando il tempo sarà più bello. Solidarietà, comprensione, rispetto, onestà. Insieme di caratteri essenziali e distintivi. Vallebona. In sintesi, umanità.
Daniele Camilli






