Viterbo – Viganò attacca Bergoglio nel giorno della morte: “Dovrà rispondere dei crimini di cui si è macchiato”. Il prelato scomunicato, ritirato a suo tempo all’Eremo di Viterbo, accusa papa Francesco di eresia e lo definisce “anti-papa”.
Nel post pubblicato su X scrive: “Ha usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa cattolica”.
Carlo Maria Viganò
Nel giorno in cui il mondo ha appreso della morte di papa Francesco, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha scelto di pubblicare un attacco durissimo contro il pontefice defunto. Lo ha fatto su X, con un messaggio che accusa Jorge Mario Bergoglio di eresia, di aver guidato una “rivoluzione sinodale” e di aver portato la Chiesa verso la dissoluzione. Parole pesanti, firmate da un ex nunzio apostolico scomunicato per scisma e ritiratosi da tempo all’Eremo di Viterbo.
Il cuore dell’attacco è nel passaggio in cui Viganò afferma: “La sua anima non è dunque scomparsa, né si è dissolta: egli dovrà rendere conto dei crimini di cui si è macchiato, primo fra tutti l’aver usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa Cattolica e perdere tante anime”.
Il messaggio si apre con il ricordo di una controversa dichiarazione attribuita da Eugenio Scalfari a Bergoglio nel 2018, secondo cui “non esiste un inferno” e le anime dei peccatori non pentiti “scompaiono”. Per Viganò, questa visione rappresenta un’eresia. Da lì parte una requisitoria che coinvolge anche cardinali e vescovi, accusati di connivenza e responsabilità per il futuro conclave.
Chi è Viganò
Carlo Maria Viganò, 83 anni, è stato nunzio apostolico negli Stati Uniti e segretario del Governatorato dello Stato Vaticano. Nel 2018 è balzato agli onori della cronaca per aver accusato papa Francesco di aver coperto gli abusi del cardinale McCarrick. Da allora ha abbracciato posizioni sempre più estreme, rifiutando il Concilio Vaticano II, l’autorità del papa e gran parte del magistero attuale.
Nel luglio 2024, il Vaticano lo ha scomunicato per scisma. Vive ritirato all’Eremo di Viterbo, dove ha annunciato la fondazione del Collegium Traditionis, un seminario tradizionalista fuori dalla giurisdizione della Chiesa. Il suo pubblico è ristretto ma attivo, soprattutto tra i cattolici ultra-conservatori.
Il testo integrale del post pubblicato da Viganò su X:
“Nel 2018, Eugenio Scalfari riferì le parole che Bergoglio gli avrebbe confidato a proposito della sua visione dell’Aldilà:
‘Le anime peccatrici non vengono punite: quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono. Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici’.
Questi farneticamenti ereticali si oppongono direttamente alla Fede cattolica, la quale ci insegna che esiste per tutti un Giudizio particolare, cui Bergoglio non ha potuto sottrarsi. La sua anima non è dunque scomparsa, né si è dissolta: egli dovrà rendere conto dei crimini di cui si è macchiato, primo fra tutti l’aver usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa Cattolica e perdere tante anime.
Ma se questo non-papa e anti-papa non potrà più nuocere al Corpo Mistico, nondimeno rimangono i suoi eredi, gli eversori che egli ha invalidamente creato “cardinali” e che da tempo si organizzano per assicurare un continuatore della rivoluzione sinodale e della destrutturazione del Papato. A dar loro manforte, accorrono i Cardinali e i Vescovi conservatori che si sono ben guardati dal mettere in discussione la legittimità di Jorge Bergoglio. È su costoro che grava la maggiore responsabilità per gli esiti del prossimo “conclave””.
Papa Francesco
Nel 2018, Eugenio Scalfari riferì le parole che Bergoglio gli avrebbe confidato a proposito della sua visione dell’Aldilà:
“Le anime peccatrici non vengono punite: quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle… pic.twitter.com/H4TMhWUuID
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) April 21, 2025

