Viterbo – Nessun cittadino di Viterbo è stato maltrattato durante le riprese di questo video. È questa la rassicurante didascalia che accompagna l’ultimo sketch dei The Jackal, pubblicato sui social del celebre gruppo comico napoletano. Ma per i viterbesi, non serviva nemmeno specificarlo: bastava guardare le calamite.
The Jackal – Il video su Viterbo
Sì, perché anche se la città non viene mai inquadrata, è chiarissimo che la scena si svolge proprio nella Città dei papi. Lo urla tutto. Il tono esasperato ma garbato del venditore, il sole che filtra da una vetrina che sa di centro storico. E lo urla lo stesso Fru – al secolo Gianluca Colucci -, venditore improvvisato di souvenir. Dai classici “I love Viterbo” stampato su T-shirt, cappellini e tazze alle calamite e penne.
The Jackal – Il video su Viterbo
Lo sketch prende di mira con ironia un male comune e contagioso: l’impossibilità di vivere senza smartphone. A farne le spese è Aurora Leone, turista spaesata entrata nel negozio senza il telefono. Da lì, tutto crolla: non sa dove si trova, non può pagare, non ricorda il nome dell’hotel. Peggio: non sa nemmeno il nome del fidanzato.
The Jackal – Il video su Viterbo
La situazione si fa sempre più surreale, con Fru che da buon viterbese cerca di mantenere la calma, almeno fino a quando Aurora riesce a snocciolare a memoria Il 5 Maggio di Manzoni, mentre non ricorda minimamente di essere a Viterbo. “Non tornare mai più”, le sbotta lui alla fine, trafitto nell’orgoglio cittadino. Eppure, proprio mentre lei esce declamando versi ottocenteschi con l’aria di chi ha dimenticato anche come si chiama la sua città, Fru al telefono chiude lo sketch con un tenero: “Quanto è bella Viterbo”.


