Viterbo – Un soffio di cinema d’autore ha attraversato le antiche vie della città di Viterbo il 22 e il 24 marzo, trasformandola in un piccolo tempio del ricordo e della riflessione. Due giornate dense di emozioni, incontri e pellicole rare per celebrare Christopher Miles, regista britannico di raffinata sensibilità, già candidato agli Oscar e autore del memorabile Priest of Love (1981), un omaggio filmico all’anima inquieta e ribelle dello scrittore D.H. Lawrence.
Viterbo – Unitus – L’omaggio al regista Christopher Miles
Non è stata una semplice rassegna quella organizzata dallo Spazio Il Cosmonauta, in sinergia con l’Università della Tuscia, Il Cinema Sospeso, il dipartimento Disucom e il Dtc Lazio. È stata una vera e propria esperienza collettiva, un viaggio tra parola e immagine, tra ricordo e visione, che ha riunito studiosi, amici, familiari e cinefili da ogni dove. Un atto d’amore verso un artista capace di trasformare la letteratura in emozione visiva, con uno sguardo che attraversava i secoli.
Viterbo – Unitus – L’omaggio al regista Christopher Miles – Da sinistra: Alberto Bona, Suzy Miles, Saverio Vallone, Rossella Cstanese, Agnese Bertolotti
La scelta di Viterbo non è stata casuale. Miles, scomparso nel 2023, aveva un legame profondo con l’antichità, con l’Italia e, in particolare, con l’Etruria, terra amata anche da Lawrence, che proprio a questi luoghi dedicò uno dei suoi libri più intensi. Così, nel cuore della Tuscia, tra pietre millenarie e atmosfere sospese, si è celebrata la memoria di un regista che non ha mai smesso di cercare il sacro nel quotidiano.
Viterbo – L’omaggio al regista Christopher Miles
La rassegna si è aperta il 22 marzo nello Spazio Il Cosmonauta con la proiezione di Toccarlo porta fortuna (1975), pellicola pungente e dimenticata, una satira corrosiva sul mercato delle armi, interpretata da un insolito duo: Roger Moore e Raf Vallone. Un tuffo in un cinema libero, ironico, coraggioso. La serata ha poi raggiunto il suo apice con Priest of Love, dove un giovane e intenso Ian McKellen veste i panni di Lawrence, in un film che ha stregato il pubblico per la sua eleganza visiva e profondità narrativa.
Il racconto si è fatto personale con le testimonianze di Suzy Miles, compagna di vita e musa del regista, e di Saverio Vallone, figlio del grande Raf e amico intimo di Christopher. Tra ricordi intimi, aneddoti e risate condivise, la serata – introdotta con delicatezza e competenza da Francesco Antonaroli – si è conclusa attorno a un tavolo imbandito, con una cena conviviale curata da Gesuela e Checco, che ha trasformato la visione del film in un vero momento di comunione.
Viterbo – L’omaggio al regista Christopher Miles
Il 24 marzo, l’aula magna dell’Università della Tuscia ha ospitato un incontro d’approfondimento dedicato all’opera e al pensiero di Miles. In apertura, un momento di pura emozione: la proiezione di un’intervista inedita, realizzata dal regista e attore Alberto Bona, che ha ridato voce, gesti e sogni a Miles, restituendolo al pubblico come artista e come uomo. Un cinema, il suo, fatto di bellezza e inquietudine, in bilico tra poesia e politica.
A dialogare con il pubblico, le docenti Rossella Catanese (Disucom) e Agnese Bertolotti (Dtc Lazio), insieme a Suzy Miles, Bona e nuovamente Saverio Vallone, che ha annunciato un nuovo e ambizioso progetto: la futura messa in scena teatrale del Simposio di Platone, su adattamento dello stesso Miles. Un altro tassello di quell’incessante dialogo tra passato e presente che il regista non ha mai smesso di inseguire.
Christopher Miles non è stato solo un regista. È stato un tessitore di storie, un alchimista d’immagini, capace di rendere visibile l’invisibile. Le sue opere restano come impronte sul tempo, e in quei due giorni viterbesi il suo spirito ha aleggiato tra le sale, tra gli sguardi, tra le parole. E forse, in quella terra etrusca che tanto amava, ha trovato una nuova casa.
Federica Focaracci



