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Viterbo – “Diocesi e Uila insieme per il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il sindacato dei braccianti della Uila Lega comunale di Viterbo con il segretario generale Antonio Biagioli, il vicario episcopale per la Pastorale Sociale, don Paolo Chico e il direttore dell’ufficio di Pastorale Sociale, lavoro e custodia del Creato Jacopo Giammatteo firmano il patto di solidarietà sociale con l’adesione dell’organizzazione degli operai agricoli della Tuscia al progetto Sportello di orientamento al lavoro della diocesi.
Questa mattina la presentazione e la sottoscrizione dell’accordo nella sede della curia a piazza San Lorenzo, Viterbo. Al tavolo, assieme a Biagioli, Chico e Giammatteo, ci sono anche gli animatori di comunità del progetto Policoro Francesco Maria Zappa e Filippo Maria Grassi.
“Il patto di responsabilità sociale – sta scritto nell’accordo – prevede la collaborazione tra l’ufficio di Pastorale Sociale, lavoro e custodia del Creato, il progetto Policoro di Viterbo e la Uila Lega comunale di Viterbo al fine di promuovere e valorizzare sul territorio della città e della provincia di Viterbo il rispetto delle lavoratrice e dei Lavoratori in quanto persona umana, attraverso la tutela della libertà e della dignità della donna e dell’uomo, della lavoratrice e del lavoratore, nello svolgimento delle sue mansioni, evitando l’utilizzo di lavoro infantile o minorile, discriminazioni basate su opinioni politiche, religione, razza, sesso, nazionalità, età, orientamento sessuale, stato di salute e in genere qualsiasi caratteristica intima della persona umana”.
“Un patto molto importante – spiega Giammatteo –. Speriamo che si possa raggiungere lo stesso risultato anche con tutte le altre sigle sindacali. I principi del patto sono principi cardine di tutto il diritto del lavoro”.
“Quello di oggi – prosegue Chico – è un passaggio molto desiderato per il quale esprimo tutto il compiacimento del vescovo Orazio Francesco Piazza. Accogliamo l’adesione della Uila come un felice inizio di altro. Senza nessuna preclusione”.
“Il problema principale che sta di fronte ad ogni sindacato – aggiunge Biagioli – è la lotta allo sfruttamento degli esseri umani, con l’aggravante del caporalato. L’iniziativa ha una grande valenza per tutte le lavoratrici e i lavoratori, l’inizio di una collaborazione di fondamentale importanza con un punto di riferimento, come la diocesi e il vescovo Piazza, decisivi per tutto il territorio. Ci impegneremo inoltre per fare in modo che pure l’ente bilaterale, al cui interno ci sono tutte le altre organizzazioni sindacali e datoriali, sottoscriva il patto”.
Il patto, tra gli altri punti, prevede infine, come sta scritto nell’accordo siglato oggi, “il rispetto della legalità e il contrasto al lavoro nero, la formazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, il rispetto dello sviluppo sostenibile personale e comunitario, il rispetto della qualità di prodotti e servizi, la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, tutelando l’integrità psico-fisica della persona, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche, la concorrenza leale e un mercato corretto tra le imprese agricole, il sostegno alla comunità diocesana, garantendo il supporto allo sviluppo della stessa, il rispetto e la tutela dell’ambiente e il rispetto della privacy e dei dati personali delle lavoratrici e dei lavoratori, così come delle richiedenti e dei richiedenti lavoro, contrastando ogni tipo di divulgazione non autorizzata”.




