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“Abbiamo bisogno di fatti e atti, per ora solo parole e un programma confuso…”

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No al deposito di scorie nucleari

No al deposito di scorie nucleari

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiano appreso attraverso le pagine di giornali, nazionali e locali, l’affermazione del Ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin secondo il quale sarebbe “da escludere l’idea di un unico luogo in cui stoccare le scorie nucleari a bassa intensità” poiché la “Carta nazionale dei siti potenzialmente idonei” sarebbe superata.

Nonostante possa sembrare una buona notizia per le comunità locali del viterbese coinvolte nella futura realizzazione di un Deposito nazionale per le scorie nucleari, tanti punti restano oscuri e non opportunamente trattati. Come si sa, entro la fine di quest’anno dovrebbero rientrare nel nostro paese 1.680 tonnellate di combustibile nucleare esaurito stoccato nel Regno Unito e 235 tonnellate custodite in Francia. Rifiuti che i paesi ospitanti hanno già dichiarato di non voler conservare più.

Questo e altri punti indeboliscono le dichiarazioni pubbliche del ministro che apparentemente sembrerebbe andare nella stessa direzione dei Comitati spontanei locali contro il Deposito nazionale di scorie nucleari della Tuscia, ma nella realtà il (non) programma della gestione delle scorie nucleari appare confuso e incoerente. Intanto sembra poco credibile voler gestire le future scorie senza pensare a dove andranno quelle già prodotte.

Dove andranno a finire le scorie ad alta attività? Il ministro Fratin non ha parlato di questo durante l’intervista, eppure è una questione serissima. Se da una parte il ministro parla di un ritorno al nucleare dall’altra non si ha un progetto e una strategia precisa su una realtà importante che coinvolge tutti i cittadini italiani e i loro territori.

Come se non bastasse, appare alquanto pretestuoso combinare il ritorno dell’Italia al nucleare con la gestione di scorie già prodotte, essendo due argomenti distinti. Risulta un binomio capzioso e strumentale e, tra l’altro, non rispetta la volontà degli italiani che negli anni passati sono stati chiamati ad esprimersi.

La nostra richiesta è che dalle parole si passi ai fatti sperando che questo dietrofront non sia invece frutto di considerazioni per poter riconfermare la provincia di Viterbo idonea ad accogliere le scorie nucleari a livello nazionale o regionale. Con l’occasione, sottolineiamo ancora una volta che gli studi effettuati da tecnici competenti dicono che, per le caratteristiche del suo territorio, la Tuscia non è adatta ad accogliere scorie nucleari. Indipendentemente dalle recenti dichiarazioni del ministro di non voler più creare un Deposito nazionale delle scorie nucleari, resta tuttora incomprensibile come la Sogin avesse inizialmente individuato come aree idonee proprio quelle della nostra terra. Ancora oggi ribadiamo che nessuno dei 21 siti della Tuscia scelti da Sogin è valido per stoccare i rifiuti nucleari, anche di bassa attività, presso un eventuale Deposito nazionale (o regionale) di scorie.

Soltanto fermando l’iter burocratico che dovrebbe individuare l’area definitiva per il Deposito nazionale e modificando la relativa legge che lo prevede possono essere credibili le ultime dichiarazioni del ministro Fratin. Per ora restano solo parole e un programma confuso.

Se c’è veramente il proposito di non voler invadere la provincia di Viterbo di scorie nucleari, si fermi la VAS. Solo bloccandola si avrà l’unica attestazione credibile di un impegno non teorico, ma concreto. Abbiamo bisogno di fatti e di atti ufficiali che attestino la determinazione reale di non voler costruire un Deposito nazionale o regionale di scorie nucleari nella Tuscia.

Nel frattempo, la nostra battaglia non si fermerà e domenica 11 maggio saremo, insieme ad altri cittadini e comitati, a Corchiano per protestare contro ogni scelta che penalizza il nostro territorio poiché le parole hanno un senso solo se accompagnate dai fatti, altrimenti restano solo parole al vento.

Comitato di Viterbo NO scorie nucleari nella Tuscia


– Lega Viterbo: “Scorie nucleari, le dichiarazioni Fratin premiano nostra battaglia”


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