Viterbo – (sil.co.) – Mafia turca, a quasi un anno dall’arresto a Bagnaia del boss Baris Boyun prosegue l’attenzione dei media di Ankara nei confronti della presunta organizzazione criminale guidata dal 41enne di etnia curda, in carcere al 41 bis in Italia. L’ultima novità è relativa alle tre tecniche di crittografia che sarebbero state utilizzate da Boyun per inviare messaggi. “Boyun è devoto al leader mafioso siciliano Bernardo Provenzano”, scrivono i giornalisti di Ankara.
Mafia turca – Secondo i media locali, Baris Boyun sarebbe devoto al boss mafioso Provenzano
Nel frattempo sono ancora in attesa delle richieste del pm antimafia di Milano i 12 presunti sodali arrestati nel blitz del 22 maggio dell’anno scorso a Viterbo, tra cui un solo italiano, il viterbese di 32 anni Giorgio Meschini, detenuto da dodici mesi a Mammagialla. Ieri, per una serie di coincidenze è stato disposto il collegamento da remoto dall’aula di corte d’assise del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, da dove il processo riprenderà con le stesse modalità a fine mese. Nulla di fatto per il legittimo impedimento per motivi di salute di un imputato.
L’ultima novità dalla Turchia è invece relativa alle tre tecniche di crittografia che sarebbero state utilizzate da Boyun per inviare messaggi. “Boyun è devoto al leader mafioso siciliano Bernardo Provenzano”, scrive Türkiye Gazetesi. “Il padre della mafia siciliana Bernardo Provenzano – si legge sulla pagina Facebook di Oda Tv – ha attirato l’attenzione nelle note criptate che Boyun ha dato segretamente a suo cognato Efe Kantik”.
Quest’ultimo è stato arrestato anche lui in Italia lo scorso mese di febbraio, perché avrebbe fatto da portavoce al boss, ricevendo pizzini coi suoi ordini durante i colloqui, prima del trasferimento del boss Boyun al regime di carcere duro. “È stato decifrato – si legge su Sabah – il modo in cui Boyun, leader dell’organizzazione criminale, detenuto in Italia, per gestire l’organizzazione. È stato rivelato che Boyun ha dato segretamente a Efe Kantik note criptate durante le sue visite in prigione”.
Maxioperazione contro la mafia turca – La polizia in azione a Bagnaia – Nel riquadro Giorgio Meschini e Baris Boyun
Questo metodo, dicono i media turchi, si basa sul principio di scrivere note su piccoli pezzi di carta chiamati “pizzini”, scritti con il cifrario di Cesare. Suo cognato, Efe Kantik, ripreso dalle telecamere della prigione, è accusato di essere la persona che ha trasmesso i messaggi criptati di Boyun al mondo esterno e di aver consegnato queste note criptate ai membri dell’organizzazione in Turchia.
Kantik era ricercato per reati quali traffico di armi e droga, riciclaggio di denaro, immigrazione illegale, falsificazione di documenti e omicidio e per l’appunto nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto in Italia.
Nel frattempo in Turchia è allarme, perché le gang che hanno bisogno di “personale” per le loro organizzazioni, per espandere le proprie reti criminali e portare avanti le proprie attività illegali, compresi i complici di Boyun, utilizzerebbero attivamente i social media, in particolare TikTok e X, per raggiungono milioni di persone con le centinaia di account che aprono su queste piattaforme.
Mafia turca – Secondo i media locali, Baris Boyun sarebbe devoto al boss mafioso Provenzano
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


