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Ancona – Spaccio di droga, il boss ordinava dal carcere di Viterbo.
Si è chiuso davanti al gup Alberto Pallucchini del tribunale di Ancona il procedimento per spaccio di droga a carico della famiglia Fontana, originaria di Palermo ma operativa a Cupramontana. Sei gli imputati, tutti legati da vincoli di parentela, che hanno patteggiato pene per un totale di quasi 18 anni di carcere.
Al centro dell’inchiesta Vallesina 3 c’è Salvatore Fontana, 55 anni, considerato il boss del gruppo: è stato condannato a 5 anni di reclusione per spaccio. Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Ancona, avrebbe diretto l’attività anche dal carcere di Viterbo, dove si trova detenuto dopo l’arresto in Spagna, a novembre 2023.
Con lui hanno patteggiato la moglie, la figlia, il genero, il fratello e il nipote, accusati di avere gestito, su sue indicazioni, un traffico di cocaina, hashish e marijuana. La droga veniva custodita e smistata da Cupramontana, con un sistema documentato da un libro mastro. A febbraio, la moglie fu trovata con la droga nascosta negli slip mentre andava a trovarlo in carcere.
L’accusa di associazione a delinquere non è stata riconosciuta. Gli altri imputati sconteranno la pena ai domiciliari. Fontana resta in carcere a Viterbo.
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