Viterbo – Polizia In centro – Foto di repertorio
Viterbo – (sil.co.) – È stato processato per direttissima e condannato a un anno di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato un operaio trentenne d’origine pakistana che, lo scorso 16 maggio, si è fatto arrestare per resistenza a pubblico ufficiale dalla polizia, intervenuta in un bar del centro storico di Viterbo dove l’uomo stava infastidendo gli avventori del locale.
A seguito della richiesta delle generalità, ha spintonato una prima volta i poliziotti per darsi alla fuga e poi nuovamente dopo che lo avevano acciuffato, opponendo strenua resistenza, fino a perdere l’equilibrio e urtare con il gomito un’autovettura, frantumandone il fanalino posteriore sinistro, cercando di colpire con pugni gli operanti, costretti a utilizzare le manette di sicurezza per bloccarlo e mantenendo un atteggiamento aggressivo anche negli uffici della questura sferrando calci e proferendo minacce quali “pezzi di merda”, “vi uccido”, “appena esco da qui, mi ricordo di tutti voi”,”ci vedremo fuori e vi spacco il culo”.
Assistito dall’avvocato Stefano Billi, l’uomo è comparso nei giorni scorsi davanti al giudice Jacopo Rocchi anche per avere violato la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per della durata di un anno, cui era sottoposto dal 14 maggio, con la prescrizione di non rincasare più tardi delle 21 e di non uscire la mattina prima delle 6,30 senza comprovate necessità e comunque senza averne dato tempestiva notizia all’autorità di pubblica sicurezza nonché di non accedere nei luoghi pubblici, dove si effettuano somministrazioni di bevande alcoliche.
Al trentenne sono stati concessi tutti i benefici di legge e uniti i due reati dal vincolo della continuazione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
