Salvatore Bramucci con la moglie Elisabetta Bacchio, mandante dell’omicidio del marito
Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, la corte d’assise di Viterbo si è presa ulteriori 90 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 20 gennaio, sono stati condannati i primi sei imputati. Nel frattempo è stata accolta la richiesta di giudizio immediato per il presunto terzo componente del commando armato che la mattina del 7 agosto 2022 freddò a colpi di pistola nella sua macchina il pregiudicato 58enne nelle campagne di Soriano nel Cimino. Le motivazioni sono importanti ai fini di un eventuale ricorso in corte d’appello da parte delle difese o dell’accusa.
Come detto, risale a tre mesi e mezzo fa la condanna a pene da 18 a 28 anni di tre familiari tra cui la moglie e tre pregiudicati tra cui due sicari. Nessun ergastolo dei quattro chiesti dal pm Massimiliano Siddi che, dopo le motivazioni, potrebbe ricorrere in appello così come le difese. Le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio, vedova e cognata della vittima, sono state condannate a 24 anni. Solo 20 anni al compagno di Sabrina, Costantin Dan Pomirleanu, che per Siddi, meritava l’ergastolo. Pene più alte, 28 e 27 anni, per Tonino Bacci e Lucio La Pietra, due dei tre sicari del commando armato che la mattina del 7 agosto 2022 ha freddato a colpi di pistola, a Soriano Nel Cimino, il pluripregiudicato 58enne all’interno della sua vettura. Diciotto anni, infine, al killer mancato Alessio Pizzuti, che ha preso parte a tutte le fasi, prima e dopo l’omicidio, ma non era sulla scena del crimine.
Alla figlia della vittima Mascia e al fratello Lino è stato riconosciuto il diritto a un risarcimento da quantificare in sede civile, con provvisionali rispettivamente di 50mila e 25mila euro.
Manca ancora all’appello il 56enne macedone Ismail Memeti, che per 5mila euro avrebbe guidato da Roma a Soriano nel Cimino la Giulietta grigia rubata il giugno precedente a Ronciglione appositamente per l’omicidio, scortata dalla Smart bianca a noleggio con a bordo i killer Bacci e La Pietra. Giunti sul posto, la Smart sarebbe stata parcheggiata a qualche chilometro di distanza, mentre i sicari si sarebbero recati a tendere l’agguato alla vittima con la vettura rubata per poi ripartire immediatamente con entrambe le auto alla volta della capitale, abbandonando la Giulietta in un’area di servizio, dove fu ritrovata e restituita al proprietario prima che gli investigatori risalissero agli autori della spedizione mortale.Il processo in solitari a carico di Memeti si aprirà la prossima settimana.
Silvana Cortignani
A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci
Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Settimo imputato in attesa di giudizio:
– Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024, difeso dall’avvocato Chiara Tiana
Parti civili il fratello e la figlia della vittima:
– Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

