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Detenuto impiccato in isolamento, non decolla il processo a due sanitari e un penitenziario

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Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro Andrea Di Nino

Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro Andrea Di Nino


Viterbo – (sil.co.) – Si allungano i tempi del processo per omicidio colposo a due sanitari e un penitenziario per la morte di Andrea Di Nino, il detenuto romano 36enne che si è tolto la vita al Nicandro Izzo di Viterbo la sera del 21 maggio 2018, impiccandosi in cella d’isolamento, dove era stato condotto sei giorni prima, in seguito a un “contrasto” con un recluso nordafricano.

Il procedimento, ancora in attesa dell’ammissione prove per poter sentire i primi testimoni, è stato rinviato ieri a ottobre dal giudice Jacopo Rocchi, in seguito alla tre giorni di astensione dei penalisti contro il pacchetto sicurezza. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio tre anni fa, il 6 ottobre 2022, dal gup Savina Poli.

Lo stesso giorno l’ex direttore del carcere, che ha scelto il rito abbreviato, è stato assolto. Sentenza confermata lo scorso 21 gennaio dalla corte d’appello, secondo cui è stata fatta “piena luce in ordine a tutti i profili controversi, fornendo una ricostruzione chiara e pienamente condivisibile di quanto avvenuto”.

Nel frattempo,  come è noto, la procura ha aperto sul caso Di Nino un ulteriore fascicolo per omicidio volontario, in seguito alla denuncia sporta lo scorso 22 ottobre dai familiari i cui difensori hanno rintracciato un supertestimone, un detenuto, che avrebbe visto il 36enne trascinato in cella da alcuni penitenziari, “la squadretta della morte”, dai quali sarebbe stato picchiato.

“Ho visto che dopo essere entrati in cella lo hanno portato via morto. Ho sentito che lo pestavano. Andrea, piangeva, urlava e chiedeva aiuto”, avrebbe detto il supertestimone all’avvocato di parte civile Nicola Trisciuoglio.

Un altro detenuto, un 40enne albanese, avrebbe riferito a suo tempo agli investigatori che circa un’ora prima che Di Nino si togliesse la vita egli, poiché aveva appreso di questa sua intenzione, aveva contattato un agente della polizia penitenziaria il quale era intervenuto dicendo al 36enne di togliere quella corda perché pensava si trattasse di un gesto dimostrativo. Nondimeno, circa 20 minuti dopo Di Nino lo aveva salutato dicendogli che gli voleva bene e subito dopo egli aveva sentito un colpo, quindi aveva appreso che Di Nino si era tolto la vita.


Estratto dichiarazioni supertestimone su morte di Andrea Di Nino

Estratto dichiarazioni supertestimone su morte di Andrea Di Nino


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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