Viterbo – “Evviva il vescovo Orazio!”. I facchini di Santa Rosa hanno salutato con questo grido il vescovo, non senza emozione di Francesco Orazio Piazza.
Viterbo – Il giubileo dei facchini
Celebrato questo pomeriggio il giubileo dei facchini di santa Rosa nella cattedrale di San Lorenzo, in un’atmosfera piena di pathos. Il vescovo si è rivolto più volte ai facchini, in modo affettuoso, esortandoli a seguire l’esempio di Rosa e a essere davvero “tutti de’n sentimento”.
“Il peso che portate mi fa pensare allo zaino che si porta camminando in montagna. Quel peso ci sposta il baricentro in avanti. E quello bisogna fare: bisogna guardare in avanti.
Il Signore nel Vangelo non ci dà tanti comandamenti, ci dà un unico comandamento: vogliatevi bene. Ma l’amore è faticoso”.
“Vorrei lasciarvi stasera – ha detto il vescovo – due insegnamenti su cui riflettere. Sono di papa Leone Magno, un papa a cui è molto legato anche Leone XIV. Ognuno di noi è un evento del mistero di Dio, e ognuno di noi deve scoprirsi nella propria qualità che possiede, quindi quello che mettiamo dentro di noi è fondamentale. Ma amare è faticoso, in questo amore si deve buttare il sangue.
Per voler bene e farsi voler bene si passa per il sangue sparso: dobbiamo amare di un amore capace di spargere il sangue per rendere possibili le cose buone. Ecco, vi consegno queste due condizioni di Leone Magno, e attraverso il giubileo rinnoviamo la fiducia in noi e in Dio. Qui ognuno deve cercare e trovare la sua strada, essendo il meglio che può, facendo il meglio che può”.
Un’omelia intensa, che ha richiamato ognuno dei presenti alla responsabilità dell’essere e dell’agire individualmente e come parte di una comunità. Alla fine, foto di rito con i facchini e le autorità presenti. Il vescovo intona un “Evviva Santa Rosa!”, a cui il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e i facchini fanno eco affettuosa con “Evviva il vescovo Orazio!”. Stasera s’era tutti de’n sentimento.
Irene Temperini

