Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Grotte Santo Stefano, una frazione che sembra essere stata dimenticata dal comune di Viterbo, un angolo di mondo che evidentemente, è stato designato come “terra di nessuno”. Non stiamo parlando di un villaggio sperduto in qualche angolo remoto dell’Africa, ma di una frazione nel cuore della Tuscia, che pare, sia stata abbandonata nel bel mezzo di una trasformazione in giungla. Lì dove il verde era un tempo simbolo di ordine e bellezza, oggi è solo sinonimo di disinteresse, incuria e, ovviamente, pericolo per chiunque osi attraversarlo.
Grotte Santo Stefano – Area sgambamento cani
Partiamo dai parchi giochi. O meglio, da quelli che una volta erano parchi giochi. Adesso, sono più simili a territori inesplorati, luoghi dove l’unica cosa che può fare un bambino è essere inghiottito dall’erba alta fino al collo. Ma non temete, cari genitori, perché il rischio di perdita non è l’unico pericolo in agguato. No, perché nel mezzo delle giostrine, tra gli scivoli ormai impraticabili, c’è il rischio concreto di imbattersi in qualche serpente, che si è preso la libertà di stabilirvi la sua residenza permanente, grazie alla totale assenza di manutenzione. E i bambini, poveretti, cosa potranno fare? Un bel gioco di fantasia? No, caro Comune, qui stiamo parlando di sicurezza e dignità, non di giochi di ruolo.
Ma il parco giochi non è l’unica area in cui i cittadini di Grotte Santo Stefano devono preoccuparsi di salvare la pelle. L’area cani, quella che dovrebbe essere un luogo sicuro per i nostri amici a quattro zampe, è stata trasformata in un autentico paradiso per le zecche. Non c’è niente di più rilassante di vedere il proprio cane faticare per riuscire a correre, mentre il rischio di prendersi un’infestazione di parassiti o, peggio ancora, di incrociare qualche serpente che si sente “a casa” in quel folto verde, è un pensiero costante. Ma non temete, le ampie distese d’erba che ricoprono l’area cani sono un vero toccasana per chi vuole dare al proprio animale una vera esperienza nella natura… o un incontro ravvicinato con un rettile velenoso.
E come se non bastasse, le panchine. Ah, le panchine! Quelle che dovrebbero essere l’emblema del relax all’aperto, dove godersi un po’ di sole o semplicemente respirare l’aria fresca. Ma a Grotte Santo Stefano, queste panchine sono ormai prigioni di ferro e legno inghiottite dalla vegetazione. Dove una volta si poteva sedersi per godersi una chiacchierata, ora bisogna armarsi di machete per liberare il posto. E anche se riuscite a trovare una panchina disponibile, non è detto che il vostro “riposo” non venga interrotto da un ratto che corre tra l’erba alta o, peggio ancora, da una vipera che ha scelto proprio quella zona per farsi un po’ di riscaldamento al sole. Non proprio un’idea di “rilassamento” per un pomeriggio tranquillo.
Grotte Santo Stefano – Area giochi
Per non parlare dei marciapiedi. O meglio, di quelli che dovrebbero esserlo. I marciapiedi di Grotte Santo Stefano sono ormai degli accessi vietati, se non addirittura delle vere e proprie trappole. L’erba, che dovrebbe essere tenuta sotto controllo, ha deciso di fare il suo bel lavoro di conquista, facendo sparire i marciapiedi sotto un tappeto verde che impedisce qualsiasi tipo di passaggio. E quando dico “impedisce”, intendo proprio che se non siete degli acrobati, è praticamente impossibile percorrere il marciapiede senza finire dritti nel bel mezzo della strada, con il reale pericolo di venire travolti dalle automobili di passaggio. Ma chi se ne frega della sicurezza? È molto più interessante lasciare che l’erba faccia il suo corso.
Ecco, Grotte Santo Stefano è diventata la terra promessa della disattenzione comunale. Un luogo dove “l’amministrazione” si è presa una lunga pausa, abbandonando i suoi cittadini alla mercé della vegetazione incontrollata. E, mentre il comune si preoccupa di altro, i bambini rischiano di essere morsi dalle vipere e i cani di farsi infestare dalle zecche. E noi, poveri cittadini, dobbiamo fare i conti con l’inciviltà e l’indifferenza di chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza. Ma non preoccupatevi, qui a Grotte Santo Stefano, l’unico rischio che si corre è quello di diventare parte integrante della natura.
Ma attenzione a trascurare il verde privato! Già perché la nostra amata sindaca ha emanato l’ordinanza che specifica l’obbligo di manutenzione per i terreni confinanti con le strade pubbliche. Chi non si adeguerà entro il 12 aprile rischia sanzioni amministrative da 25 a 500 euro. Gli interventi dovranno essere eseguiti ciclicamente fino al 31 ottobre 2025.
Egregia sindaca Frontini, la frazione di Grotte Santo Stefano ringrazia per l’opportunità unica di vivere in un’ambientazione da Jurassic Park. Il verde pubblico è talmente curato che presto organizzeremo safari. In attesa del primo leone, ci chiedevamo: è previsto anche un decespugliatore, o resta tutto wilderness experience?
Ma tranquilla signora sindaca, alle elezioni, sono certo, tornerà tutto in ordine… almeno le promesse! Ogni cinque anni vediamo più volantini che tagliaerba. Vogliamo manutenzione, non solo strette di mano pre-elettorali.
Giovanni Brunetti
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