Viterbo – Lenzuoli bianchi sollevati nel silenzio, occhi bassi e passi lenti. Così, questo pomeriggio, circa 300 persone hanno attraversato il cuore della città da piazza del Teatro fino a piazza del Comune, passando per via Marconi e largo degli Almadiani, per partecipare alla manifestazione “Come si fa a piangere 50.000 morti?”, lanciata a livello nazionale e accolta anche dal Tavolo per la Pace di Viterbo. Molti comuni della Tuscia e in Italia hanno aderito alla manifestazione esponendo dalle finestre delle loro sedi un lenzuolo bianco. Non ha esposto il lenzuolo per in morti di Gaza la sindaca Chiara Frontini che pure era stata sollecitata a farlo.

Viterbo – In 300 con lenzuoli bianchi per Gaza, silenziosa marcia della pace – A sinistra Sandra Gasbarri, presidente dell’Associazione per la cooperazione e lo sviluppo
“Abbiamo mandato una pec e una email alla sindaca e alla sua segreteria – spiega Sandra Gasbarri, presidente dell’Associazione per la cooperazione e lo sviluppo -, ma il comune non ha aderito. Non ha esposto il lenzuolo. Un simbolo di lutto per i bambini uccisi e per tutti i morti di Gaza. Un gesto che richiedeva solo un minuto di impegno”.

Viterbo – In 300 con lenzuoli bianchi per Gaza, silenziosa marcia della pace
Il corteo ha voluto ricordare le decine di migliaia di vittime a Gaza, i bambini morti sotto le bombe, i corpi sepolti sotto le macerie, le famiglie distrutte dall’assedio. I lenzuoli bianchi, portati da ciascun partecipante, hanno rappresentato idealmente i sudari in cui vengono avvolti ogni giorno i corpi dei palestinesi. Un segno semplice, ma potente, per dare visibilità a ciò che spesso viene ignorato.

Viterbo – In 300 con lenzuoli bianchi per Gaza, silenziosa marcia della pace
A promuovere l’iniziativa a livello nazionale sono stati nomi come Paola Caridi, giornalista, Micaela Frulli, docente di diritto internazionale, Tomaso Montanari, storico dell’arte e saggista, insieme ad altri intellettuali e accademici. L’obiettivo: riempire piazze, strade, finestre e social di lenzuoli bianchi, per non far calare il silenzio sulla tragedia di Gaza e su ciò che potrebbe avvenire nelle prossime settimane. Secondo l’Onu, infatti, oltre 14.000 bambini rischiano di morire di fame.
La data scelta per la manifestazione viterbese ha coinciso con la Festa del Volontariato, ulteriore occasione per riflettere sul valore dell’impegno civile. “La speranza – ha ricordato papa Francesco, citato dai promotori – è incompatibile col quieto vivere di chi non alza la voce contro il male e contro le ingiustizie consumate sulla pelle dei più poveri”.
Un’iniziativa composta e partecipata, che ha dato voce, in silenzio, a chi voce non ha più.


