Ronciglione – “La morte di mia madre è un dolore che porto ogni giorno. È una ferita che non si rimargina, ma con cui sto imparando a convivere”. Con queste parole intense e toccanti, Marco Mengoni ha parlato per la prima volta pubblicamente della perdita della madre, avvenuta quasi un anno fa. Un ricordo ancora vivo, che ha segnato profondamente la sua vita e la sua musica.
Nadia Ferrari con Marco Mengoni (foto Alberto Zadro)
Il cantante, noto per la sua riservatezza, ha scelto di condividere questo momento intimo in un’intervista recente, rivelando quanto profondo sia stato l’impatto di questo lutto sulla sua vita personale e sul suo percorso artistico.
Mengoni, da sempre attento a proteggere la sua sfera privata, ha ammesso che affrontare pubblicamente un dolore così grande non è stato facile. Ma ha sentito il bisogno di farlo, sia per rendere omaggio alla figura materna che ha avuto un ruolo centrale nella sua vita, sia per offrire un messaggio di vicinanza a chi, come lui, ha vissuto la perdita di una persona amata.
“Mia madre è stata la mia prima fan, la mia guida, la mia forza – ha raccontato l’artista -. Tutto quello che sono oggi lo devo a lei. Ogni nota che canto, ogni parola che scrivo, ha dentro qualcosa di suo. Io amo amare, mi piace svegliarmi e andare a letto con il pensiero fisso di un amore. Ho questa foga di accudire l’altro e in passato ho anche strafatto. Ora però non c’è nessuno”.
La scomparsa della madre, ha spiegato Mengoni, ha influenzato profondamente anche il suo modo di fare musica. Alcuni brani recenti, più introspettivi e carichi di emozione, nascono proprio dal bisogno di elaborare questo dolore e trasformarlo in qualcosa di condivisibile.
“Il tempo passa, ma è come se fosse successo sempre ieri. Non ne avevo ancora parlato fino a oggi, ho cercato di non farlo o di lasciare il compito alla musica. Ogni volta che ci penso è come entrare in una stanza con un buco gigante, so che col tempo ci costruirò anche un recinto e magari cresceranno dei fiori, però quella sensazione resterà sempre. Scrivere e cantare sono stati un modo per non chiudermi, per restare in contatto con ciò che provo. Non cerco risposte, ma verità. E la verità è che lei mi manca ogni giorno”, ha detto.
Parole che confermano la maturità umana e artistica di un artista che ha sempre cercato autenticità nella sua espressione. La sua testimonianza, sincera e priva di retorica, tocca profondamente e parla a tanti che hanno vissuto una perdita simile.
In un’epoca in cui spesso si nasconde il dolore dietro la performance, Marco Mengoni sceglie invece di mostrarlo con dignità e vulnerabilità. Un atto coraggioso, che rafforza ancora di più il legame tra lui e il suo pubblico.
