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Viterbo – “Tagliare l’erba del verde pubblico, solo perché qualcuno vuole risparmiare, non rientra nelle nostre filosofie”. Il tenente Pierpaolo Cocchi, presidente del nucleo di protezione civile dell’Associazione nazionale carabinieri, commenta l’ultima ordinanza della sindaca Chiara Frontini.
Con l’ordinanza sindacale n. 16 del 16 maggio 2025, Frontini ha attivato il Centro operativo comunale (Coc), che di solito si attiva in estate, per affrontare l’emergenza legata – udite, udite – alle “straordinarie condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato le ultime settimane che hanno portato a una crescita rapida del verde cittadino”. E in realtà dovuta alla inefficienza amministrativa della giunta guidata dalla sindaca Chiara Frontini, al costo per i cittadini di quasi 10mila euro al mese.
L’obiettivo dichiarato: prevenire incendi e ridurre i disagi alla popolazione. Questo a maggio con piogge settimanali. Ma tra le associazioni di protezione civile chiamate a collaborare, c’è chi si dice contrariato per il tipo di richiesta ricevuta e interpreta in modo particolare l’ordinanza.
Siete stati contattati dagli uffici comunali per questo servizio legato al verde pubblico?
“Sì, ci hanno chiesto di occuparci del taglio del verde pubblico. L’hanno messa sotto un aspetto, secondo loro furbesco, di prevenzione degli incendi. Quando c’è vegetazione verde però è difficile che partano incendi. I volontari di protezione civile sono formati, addestrati ed equipaggiati per spegnere incendi, non per tagliare l’erba. La nostra funzione è diffondere la cultura della prevenzione, attraverso cartellonistica nei parchi e formazione del personale, non occuparci della manutenzione del verde urbano”.
Quindi tagliare l’erba non rientra tra le vostre funzioni. Non avrete probabilmente neanche gli strumenti adeguati e le abilitazioni necessarie per il lavoro?
“Non solo. Ma io, avendo anche una carica nazionale, ho informato colleghi di livello nazionale di questa cosa, che secondo noi non ha precedenti. Qualcuno si è messo a ridere, qualcuno ha sgranato gli occhi, e qualcuno ha chiesto di intervenire a organismi superiori. Perché con questo concetto sostituisci i lavori pubblici e le ditte che devono essere appaltate per il decoro del verde urbano”.
Non avete intenzione di svolgere questo compito?
“No. Non faremo questa attività”.
Vi è stato comunicato chi dovrà sostenere i costi? Il comune o voi volontari?
“Assolutamente no. Anzi, quella è la prerogativa. Perché, quando uno attiva un Centro operativo comunale per le emergenze, deve anche dire se per i volontari ci sono dei benefici di legge, che permettono sia i permessi per i volontari lavoratori, dipendenti da enti pubblici o privati”.
Avete ricevuto un piano operativo dettagliato o solo indicazioni generiche?
“Solo una pec, senza alcun piano operativo. Lì si diceva che tutto sarebbe stato coordinato da un architetto – che tra l’altro non è nemmeno del settore Protezione Civile. Il dirigente della protezione civile è il comandante della Polizia Locale, non certo un architetto”.
Dalle sue risposte, sembra che riteniate la richiesta non corretta né rispettosa del vostro ruolo.
“Assolutamente. Ma non ci sorprende, perché il comune di Viterbo è abbastanza singolare su certe questioni. Noi, come Associazione nazionale carabinieri, poniamo anche una questione d’immagine e valori storici. Sinceramente, tagliare l’erba del verde pubblico solo perché qualcuno vuole risparmiare non rientra nelle nostre filosofie”.
Articoli: L’ex sindaco Giovanni Arena: “È la prima volta che il comune si rivolge alla protezione civile per il taglio dell’erba…” – Ricci (Pd): “Verde fuori controllo, l’incapacità amministrativa diventa emergenza incendi…” – Andrea Micci (Lega): “La sindaca “ordina” ai volontari della protezione civile di andare a tagliare l’erba”
