|
|
Viterbo – “Il 9 maggio 1978 segna una ferita profonda nella storia della nostra Repubblica. In quel giorno, a poche ore di distanza, l’Italia perdeva due uomini straordinari: Aldo Moro, statista della Democrazia Cristiana, e Peppino Impastato, militante e giornalista, voce libera contro la mafia. Due storie diverse, accomunate dallo stesso tragico destino, ma soprattutto dalla loro fede incrollabile nei valori della democrazia, della giustizia e della libertà”. Così Alessandra Troncarelli, segretaria del Circolo Unico del Partito Democratico di Viterbo, ha ricordato il duplice anniversario di morte dei due simboli della lotta civile e politica.
“A distanza di 47 anni – prosegue Troncarelli -, il pensiero di Moro e l’esempio di Impastato parlano ancora a ciascuno di noi. Moro ci ha insegnato la forza del dialogo, il senso profondo delle istituzioni, la politica come servizio al bene comune. Impastato ci ha lasciato il coraggio di rompere il silenzio, di denunciare il potere criminale, di credere che la cultura e la parola potessero cambiare le cose”.
“In un tempo segnato da divisioni e semplificazioni – conclude -, ricordarli insieme non è solo un dovere della memoria, ma un atto politico. È richiamarsi ai valori che fondano la nostra Repubblica: la legalità, la partecipazione, il rispetto per le differenze. Valori che oggi più che mai dovrebbero guidare chi ha la responsabilità di governare il paese”.
