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Palermo – Minacce di morte a Renato Schifani: “Brucerai nei tuoi bruciatori”.
Il presidente della Regione Sicilia, sarebbe stato destinatario di gravi minacce di morte. Il primo episodio, come riporta Repubblica, si sarebbe verificato alcune settimane fa, quando una lettera scritta a mano e contenente un chiaro messaggio intimidatorio sarebbe stata recapitata presso la sua abitazione.
Il testo, scritto in stampatello, reciterebbe: “Brucerai nei tuoi bruciatori”. A intercettare la missiva sarebbero stati gli agenti di scorta del governatore, i quali hanno subito informato la Digos.
Le indagini, avviate dalla Procura e affidate alla stessa Digos, si stanno concentrando sull’ipotesi che la minaccia possa essere collegata alla realizzazione di due termovalorizzatori, uno a Palermo e uno a Catania. La gara per la progettazione di fattibilità tecnico-economica è stata recentemente pubblicata da Invitalia su impulso della Regione Sicilia, come annunciato dallo stesso Schifani.
Ma non sarebbe stato questo l’unico episodio preoccupante. In tempi più recenti, nuove minacce sarebbero giunte al presidente della Regione tramite telefonate anonime alla segreteria della presidenza a Palazzo d’Orleans. La voce, camuffata, avrebbe pronunciato parole inquietanti: “Il crack è sofferenza alla tua famiglia Schifani”. Un messaggio che, secondo gli investigatori, potrebbe avere un collegamento con il disegno di legge appena approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana, che prevede interventi a sostegno della lotta contro la droga, con particolare attenzione al crack.
Di fronte a questi gravi fatti, non sono mancate le espressioni di solidarietà. Tra le prime reazioni, quella del deputato azzurro Francesco Battistoni, segretario di presidenza della Camera, che in una nota ha dichiarato: “Solidarietà piena all’amico e al presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani per le gravi minacce ricevute. Si tratta di un gesto inaccettabile e violento che ha come finalità quella di bloccarlo o di intimidirlo nell’esercizio della sua azione politica volta a modernizzare la Sicilia e a contrastare fenomeni di illegalità. Mi riferisco alla realizzazione dei termovalorizzatori e alla lotta al crack che rappresentano solo le ultime battaglie politiche intraprese da Renato in favore della Sicilia e dei suoi cittadini. Conoscendolo so che il presidente Schifani non indietreggerà avendo accanto a sé una comunità politica e sociale che lo accompagnerà nella sua azione riformatrice. Forza Renato siamo con te”.
Resta ora alla magistratura chiarire le responsabilità e fare luce sulla vicenda.
