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Omicidio Bramucci, al via il processo al terzo componente del commando armato

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Omicidio Bramucci - Sulle auto dell'agguato, secondo l'accusa, Antonio Bacci, Lucio La Pietra e Ismail Memeti

Omicidio Bramucci – Sulle auto dell’agguato, secondo l’accusa, Antonio Bacci, Lucio La Pietra e Ismail Memeti


Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, al via ieri il processo davanti alla corte d’assise di Viterbo al settimo imputato, Ismail Memeti, il 56enne macedone detenuto da Ognissanti nel carcere romano di Regina Coeli, che la mattina del 7 agosto 2022 per 5mila euro avrebbe guidato da Roma a Soriano nel Cimino la Giulietta grigia rubata il giugno precedente a Ronciglione appositamente per l’omicidio, scortata dalla Smart bianca a noleggio con a bordo i killer Antonio Bacci e Lucio La Pietra. 

Solo Isolino Bramucci, fratello della vittima, si è costituito parte civile con l’avvocato Antonio Maria Carlevaro del foro di Civitavecchia, La giuria popolare è invece presieduta dal giudice Eugenio Turco, a latere Caterina Mastropasqua. L’imputato, accusato anche lui di omicidio pluriaggravato in concorso, come i sei già condannati, è difeso dall’avvocato Chiara Tiana del foro di Roma, che non ha accolto la richiesta del pm Massimiliano Siddi di acquisire i verbali delle deposizioni dei testimoni già sentiti nell’altro procedimento e neanche le trascrizioni delle intercettazioni e dei messaggi, che dovranno essere affidate a un diverso perito per essere trascritti nuovamente ex novo.

Ismail Memeti, del quale si sa poco e niente, era in aula, scortato dai penitenziari del carcere di Regina Coeli, dove è detenuto da sei mesi. Anagraficamente è il più “anziano” dei pregiudicati “reclutati” dalla moglie e dalla cognata di Bramucci, le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio, che si sarebbero attivate con la complicità del compagno di Sabrina, Dan Costantin Pomirleanu, e di Bacci per mettere insieme il gruppo di fuoco che ha poi teso l’agguato fuori casa e freddato a colpi di pistola nella sua auto il pregiudicato 58enne, che stava finendo di scontare una condanna ai domiciliari con permesso di uscita per estorsione e usura. 

Giunti sul posto, la Smart sarebbe stata parcheggiata a qualche chilometro di distanza, mentre i sicari si sarebbero recati a tendere l’agguato alla vittima con la vettura rubata per poi ripartire immediatamente con entrambe le auto alla volta della capitale, abbandonando la Giulietta in un’area di servizio, dove fu ritrovata e restituita al proprietario prima che gli investigatori risalissero agli autori della spedizione mortale.

Il 30 maggio si torna in aula, ma per il solo adempimento della nomina del perito cui saranno affidate le trascrizioni, I primi testimoni, ovvero il medico legale Benedetta Baldari che ha effettuato l’autopsia e uno dei carabinieri che si sono occupati delle indagini. saranno ascoltati il prossimo 6 giugno. Lo scorso 20 gennaio, sono stati condannati in primo grado gli altri sei imputati, a pene da 18 a 28 anni di reclusione. 

Silvana Cortignani


Settimo imputato in attesa di giudizio:

Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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