Latera – (sil.co.) – Ospizio degli orrori, salgono a otto gli indagati. Tra loro anche un settimo operatore sociosanitario di Villa Daniela oltre ai sei sottoposti a misura cautelare dal blitz dei carabinieri dello scorso 21 gennaio e al direttore della struttura. Presunte vittime una ventina di anziani, che sarebbero stati lasciati senza cibo e legati al letto. Una di loro anche violentata.
Si tratterebbe di un oss che, prima di essere “mandato via”, sarebbe stato presente a un episodio di maltrattamenti nei confronti di un anziano rantolante in quanto in fin di vita, poi deceduto il giorno stesso, durante il cambio del pannolone.
“Ma che cazzo vuoi? Stai zitto, che stai per morire. Ma quando muori… io lo dico per lui poveretto”, gli avrebbe detto uno degli oss arrestati, in sua presenza. Sarebbe inoltre entrato nella stanza di una delle anziane vittime mentre lo stesso le diceva “ti ammazzo”, dopo che la donna aveva detto a una collega che lui l’aveva presa per il collo.
Il sequestro del cellulare, risalente allo scorso mese di febbraio, si sarebbe reso necessario in seguito agli interrogatori disposti dalla procura nell’ambito del prosieguo delle indagini, scattate il 12 aprile 2024 dopo la denuncia di una ex oss presso la stazione dei carabinieri di Capodimonte e chiuse lo scorso novembre dopo tre mesi di registrazioni con telecamere nascoste, tra luglio e ottobre, all’interno della casa di riposo.
Sarebbero nel frattempo proseguiti anche nei giorni scorsi gli interrogatori dei tantissimi testimoni individuati dal pm Flavio Serracchiani nel prosieguo della fase preliminare, convocati in procura a ritmi serrati per fare piena luce sulla vicenda e aggiungere gli ultimi tasselli al puzzle che potrebbe tradursi per gli indagati nella richiesta di giudizio immediato alla luce dell’evidenza delle prove, cui hanno dato impulso decisivo le intercettazioni video e audio effettuate per tutta l’estate all’interno della struttura.
Sono stati invece tutti licenziati a distanza di un mese i sei operatori sociosanitari sottoposti dallo scorso 21 gennaio a misura cautelare. Tre sospesi dalla professione e tre agli arresti domiciliari dopo una ventina di giorni in carcere. Sui cellulari sequestrati agli indagati, come è noto, sono stati disposti accertamenti tecnici irripetibili. Al conferimento dell’incarico era presente anche il legale dei due figli dell’anziana della provincia di Grosseto che sarebbe stata vittima non solo di maltrattamenti ma anche di violenza sessuale da parte di uno degli oss.
Le condotte degli indagati secondo l’accusa sarebbero state caratterizzate da una “allarmante spinta alla sopraffazione”, “violenza gratuita”, “accanimento”. La cosa che gli oss indagati avrebbero odiato di più del loro lavoro di assistenza e cura degli anziani sarebbe stato il cambio del pannolone, supporto già del suo invalidante e umiliante per la gran parte degli anziani costretti a indossarlo. Le vittime sarebbero state aggredite verbalmente e fisicamente, somministrando loro calmanti pur di non accudirli, affermando: “Questi devono stare a letto, hanno rotto il cazzo”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.