|
|
Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Immaginate di essere in una relazione in cui il vostro partner si rifiuta categoricamente di comunicare con voi. Ora, immaginate che questa relazione sia obbligatoria, perché da essa dipende la vostra capacità di arrivare al lavoro o tornare a casa ogni giorno.
Benvenuti nella vita dei pendolari della nostra provincia, dove tra Roma, Orte e Viterbo, sono intrappolati in un matrimonio forzato tra ferrovie e trasporto pubblico regionale che, evidentemente, hanno firmato le carte del divorzio senza informare nessuno.
La saga dell’incomunicabilità è giunta al suo ennesimo capitolo, giovedì 8 maggio, quando gli orari ferroviari sono cambiati nuovamente dopo la conclusione dei lavori sulla linea dell’alta velocità. Un evento prevedibile, programmato e annunciato. Eppure, con una precisione che sfiora il talento artistico, il servizio di trasporto regionale ha nuovamente ignorato l’esistenza di tali cambiamenti, mantenendo inalterati gli orari dei bus.
È la seconda volta in pochi mesi che si verifica questo scenario. La prima, quando i lavori sulla linea ferroviaria avevano costretto le ferrovie a rimodulare gli orari dei treni, causando inevitabili disagi. In quell’occasione, il trasporto pubblico regionale aveva brillato per la sua capacità di far finta che nulla fosse cambiato, garantendo così ai pendolari l’esperienza edificante di vedere il proprio bus allontanarsi mentre il treno entrava in stazione. O, al contrario, di trascorrere ore di contemplazione filosofica sulle banchine deserte in attesa di coincidenze fantasma.
Ora che gli orari ferroviari sono tornati alla normalità, i pendolari speravano ingenuamente in un ritorno alla sincronizzazione dei tempi. Poveri illusi. Il trasporto pubblico regionale ha deciso di rimanere fedele alla propria linea di condotta: ignorare completamente qualsiasi cambiamento avvenga nel mondo delle rotaie.
La domanda sorge spontanea: è possibile che nel 2025, nell’era della comunicazione istantanea, degli smartphone, delle mail e caro vecchio telefono fisso, due aziende di trasporto pubblico non riescano a scambiarsi una semplice e-mail con scritto “Ehi, cambio gli orari”?
Evidentemente sì. Forse nelle sedi direzionali delle due aziende utilizzano ancora piccioni viaggiatori per le comunicazioni, ma i volatili si sono persi lungo il tragitto. O, più semplicemente, nessuno si preoccupa veramente dei pendolari.
Nel frattempo, le istituzioni locali brillano per la loro assenza. Nessun assessore ai trasporti, nessun consigliere comunale, nessun rappresentante politico sembra ritenere degna di attenzione la situazione di centinaia di cittadini che ogni giorno perdono ore di vita, accumulano stress e vedono compromessa la propria produttività lavorativa a causa di un problema che, con un minimo di coordinamento, potrebbe essere risolto in un pomeriggio.
Nel frattempo, i pendolari si organizzano come possono. Gruppi WhatsApp per avvisarsi reciprocamente dei ritardi e passaggi in auto condivisi. Soluzioni creative per un problema che non dovrebbe esistere.
E mentre scrivo, né le ferrovie né il trasporto pubblico regionale hanno rilasciato dichiarazioni sulla questione. D’altronde, perché dovrebbero? Non si parlano tra loro, figuriamoci con la stampa o, peggio ancora, con gli utenti.
La speranza è che questo articolo arrivi sulla scrivania di qualche responsabile e che, magicamente, le due aziende scoprano l’esistenza del telefono o della posta elettronica. Nel frattempo, i pendolari continueranno a fare ciò che sanno fare meglio: adattarsi, arrangiarsi e sperare che domani, forse, le cose cambino.
Ma non ci contano troppo.
Emanuele Cangiano
Anche tu redattore – le segnalazioni dei lettori
Chiediamo a tutti i lettori di segnalare ogni situazione interessante giornalisticamente.
Un ingorgo nel traffico, una festa, una sagra, un incidente, un incendio o qualsiasi situazione che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia. Basta azionare il telefonino, fotografare e scrivere due righe con nome e cognome inviandole alla redazione, specificando se si vuole essere citati nell’articolo e/o come autori delle foto, e far riferimento all’iniziativa “Anche tu redattore”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico. Le foto e i video devono essere realizzate da chi fa la segnalazione. Nelle segnalazioni non vanno citati altri organi di stampa e tirate in ballo terze parti. Alcuni tipi di segnalazione, per chiari motivi legali e giornalistici, non possono essere pubblicate senza firma esplicita con nome e cognome. Tusciaweb si riserva di pubblicare o meno a propria assoluta discrezione le segnalazioni.
Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata.
Tutti i materiali inviati alla redazione, attraverso qualsiasi forma e modalità, si intendono utilizzabili in ogni forma e modo e pubblicabili. I materiali non vengono restituiti. Le foto verranno marchiate con “Tusciaweb copyright”. Le foto non devono essere coperte da copyright.
Tusciaweb non ha nessun obbligo di pubblicazione.
Tusciaweb è a disposizione per chiarimenti e precisazioni da parte di terzi.
Puoi inviare foto, video e segnalazioni contemporaneamente a redazione@tusciaweb.it e redazione.tusciaweb@gmail.com. In questo caso i testi vanno inviati in allegato in word.
Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.
