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Pichetto Fratin: “Deposito scorie nucleari, ormai abbiamo scartato l’idea di un centro unico e anche la carta dei 51 siti idonei è superata”

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Torino – “Deposito scorie nucleari, ormai abbiamo scartato l’idea di un centro unico e anche la carta dei 51 siti idonei è superata”. Potrebbe trattarsi di una svolta clamorosa, quella annunciata dal ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.


Gilberto Pichetto Fratin

Gilberto Pichetto Fratin


Intervenendo all’iniziativa Nuove Energie organizzata dalla Stampa, ha parlato di un progetto che da anni fa discutere nella Tuscia, dove si trova oltre la metà dei posti ritenuti papabili.

Una carta che Fratin, dalle colonne del quotidiano torinese, si dice pronto ad archiviare. Ci sono altri progetti. Diversi passaggi dovranno essere formalizzati, a novembre è partita la valutazione d’impatto ambientale, ma le intenzioni annunciate sembrano piuttosto chiare.

“Stiamo studiando nuovi depositi di rifiuti radioattivi a bassa intensità – spiega Fratin sulla Stampa – abbiamo ormai scartato l’idea di un centro unico, perché è illogico a livello d’efficienza, ma si può pensare di andare avanti con i 22 già esistenti”.

Svolgono un ruolo importante, smaltire scarti in larga parte di provenienza sanitaria, dagli ospedali. “Il 70-80% degli ospedali – osserva Pichetto sulla Stampa- anche quelli più piccoli, trattengono la maggior parte dei rifiuti che producono. Dobbiamo liberarli.

Ma anche se un giorno deciderete di rimodernare il vostro ufficio e toglierete l’antifumo, quell’apparecchio dovrà andare da qualche parte”.

Senza contare le 235 tonnellate di scorie nucleari che sono state stoccate in modo temporaneo in Francia e Regno Unito. Devono rientrare entro l’anno, per questo si discute sul deposito unico nazionale, trovando un fronte compatto del no, a partire dalla Tuscia. E pare, oggi, anche dal ministero.

“Inizio a scartare l’ipotesi dei miei predecessori, perché mi sembra illogico a livello d’efficienza e funzionalità avere un solo centro a livello nazionale. Significherebbe far viaggiare ogni giorno i rifiuti da Torino a Palermo”.

Valutazione identica per il documento che individua le possibili aree candidate a ospitarlo: “Anche la carta nazionale dei 51 siti idonei è ormai superata. Ecco perché la valutazione che sto facendo a livello ministeriale è creare più depositi, oppure andare avanti su quelli già esistenti”.

Nella Tuscia, nel frattempo la mobilitazione non si ferma. La provincia, insieme ai comuni interessati, sta predisponendo le osservazioni a ciascun sito individuato. Diversi gli incontri nei prossimi giorni e l’11 la marcia contro il deposito nazionale scorie a Corchiano.

Giuseppe Ferlicca


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