Farnese – (b.b.) -Dopo oltre cinquant’anni, Pinocchio torna a Farnese. Non un burattino qualunque, ma proprio “quel” Pinocchio: l’originale impiegato nel celebre sceneggiato televisivo del 1972 diretto da Luigi Comencini. Un ritorno carico di emozione e significato, reso possibile grazie a un’intesa tra l’associazione Il Borgo di Pinocchio, che cura i luoghi farnesani legati al set del film, e la società San Paolo Film, che detiene la proprietà del burattino.
Pinocchio di Luigi Comencini
L’annuncio è stato dato dal sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, insieme alla presidente dell’associazione, Giorgia Gabriele, che ha sottolineato l’importanza di questo traguardo e il lungo lavoro necessario per raggiungerlo. “C’è un burattino che non ha mai smesso di camminare – ha dichiarato Gabriele –. Ha attraversato foreste incantate, mari in tempesta, bugie e verità, paure e sogni. Quel Pinocchio torna a casa, nel luogo dove tutto ebbe inizio”.
Farnese – Il borgo di Pinocchio
Un ritorno che non è solo simbolico, ma profondamente culturale e identitario. “È più di un semplice ritorno – ha aggiunto il sindaco Ciucci –. È una festa della memoria, del cinema, dell’artigianato e dell’immaginazione. Farnese riabbraccia il suo figlio di legno con la stessa meraviglia con cui si riabbraccia un sogno lasciato andare troppo presto”.
Il 2 giugno, in occasione dell’inaugurazione ufficiale, il burattino sarà esposto in uno spazio dedicato all’interno della mostra “I mille volti di Pinocchio”, arricchita da fotografie, racconti e testimonianze di chi partecipò alla realizzazione della storica produzione televisiva. Una narrazione corale che continua a emozionare intere generazioni.
Farnese – Il borgo di Pinocchio – A sinistra il sindaco Giuseppe Ciucci
Con questo evento, Farnese conferma il suo ruolo di custode di una delle favole più amate al mondo e punta a rafforzare la propria presenza nel panorama turistico e culturale della provincia di Viterbo, trasformando la memoria cinematografica in un motore vivo di promozione e identità.


