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“Le ho solo preso le mani per confortarla…”

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Luigi Sepiacci

Luigi Sepiacci

Domenico Di Tullio

Il difensore Domenico Di Tullio

Viterbo - Giovanni Labate

Il difensore Giovanni Labate


Viterbo – Luigi Sepiacci accusato di molestie da una studentessa: “Le ho solo sollevato le mani dal grembo e le ho strette tra le mie per confortarla”.

Un gesto consolatorio, secondo Luigi Sepiacci, il 79enne ex direttore dell’Accademia di belle arti “Lorenzo da Viterbo” imputato davanti al collegio di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza all’epoca 23enne.

È la vicenda della studentessa che il 20 febbraio 2023, bocciata all’ultimo esame, ha rischiato di vedere sfumare la discussione della tesi in programma tre giorni dopo e la festa di laurea già organizzata per il 23 febbraio.

Secondo l’accusa, ieri rappresentata dalla pm Paola Conti, la 25enne, che è stata risarcita e ha revocato la costituzione di parte civile, avrebbe dovuto fare i conti nel suo ufficio con le pesanti attenzioni dell’imputato, cui aveva chiesto aiuto, ottenendo peraltro di poter sostenere di nuovo l’esame lo stesso giorno della laurea.

“Dammi un motivo in più”, le avrebbe ripetuto più volte, portandosi la mano della ragazza sulle parti intime. Ma lui ieri ha negato, spiegando di avere solo sollevato entrambe le mani dal grembo della studentessa e averle strette tra le sue.

I difensori Giovanni Labate e Domenico Di Tullio hanno nuovamente insistito sui luoghi e sulla dinamica delle molestie, ma anche sui circa 4mila euro di rette arretrate che la 24enne avrebbe dovuto saldare prima di discutere la tesi e che le sono stati “abbonati” in sede di risarcimento. 

“La porta del mio ufficio è rimasta sempre aperta”, ha detto Sepiacci, circostanza confermata dall’ex segretaria dell’accademia, sentita come teste per la difesa. “Eravamo seduti sullo stesso lato della scrivania in due imponenti poltrone di quelle coi braccioli, ginocchia a ginocchia, esaminando il fascicolo della studentessa per capire se si potesse fare una eccezione, ma io ero in imbarazzo, non volevo che si creasse un precedente, mentre lei era veramente molto agitata”, ha detto l’ex direttore delle belle arti.

“Era molto agitata per la bocciatura, ma anche perché aveva fatto molte assenze col dire che era una studentessa lavoratrice, ma non poteva dimostrarlo non essendo in regola. Non era in regola neanche con la retta, che avrebbe dovuto saldare per potersi laureare. E nemmeno con gli allegati che avrebbe dovuto produrre al professore per sostenere l’ultimo esame, motivo per cui era stata bocciata”, ha spiegato Sepiacci.

In aula anche un’altra ex studentessa dell’accademia, ultimo testimone della procura, una 28enne laureata nel 2022, che si sarebbe trovata anche lei a disagio con l’imputato. “Eravamo in camera oscura quando mi sono sentita male perché soffro di claustrofobia e Sepiacci, dicendomi di stare tranquilla, mi ha messo le mani sulle spalle e poi mi ha toccata sul sedere”, ha raccontato, ammettendo, su richiesta della difesa, che nella piccola stanza completamente al buio c’erano una decina di persone. “Ma sono certa che le mani erano di Sepiacci”, ha ribadito.

L’udienza si è chiusa con l’ultimo testimone della difesa, un professore 81enne tuttora in forza all’accademia, dopo di che il presidente Francesco Oddi ha dichiarato chiusa l’istruttoria e rinviato al prossimo 7 luglio per la discussione.

Si aprirà invece il prossimo 21 ottobre davanti alla quinta sezione collegiale del tribunale di Roma il processo in cui Sepiacci è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di due dipendenti ai tempi in cui era presidente dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei), tra gennaio e maggio 2022.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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