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“Il pride è una festa ma prima di tutto è una lotta, un grido collettivo”

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Viterbo – “È una festa ma prima di tutto è una lotta, un grido collettivo”. Così il vicesindaco e assessore alla Capitale europea della cultura, Alfonso Antoniozzi, durante la presentazione del TusciaPride.

Gian Carlo Mazza, Alfonso Antoniozzi, Mirko Giuggiolini

Gian Carlo Mazza, Alfonso Antoniozzi, Mirko Giuggiolini


Oggi pomeriggio è stata illustrata la manifestazione nella sala consiliare del Comune. Presenti il presidente del TusciaPride, Gian Carlo Mazza, e il vicepresidente, Mirko Giuggiolini.

“Oggi non parlo solo come assessore, ma come persona che ha partecipato ai pride sin dagli anni ’80 – ha spiegato il vicesindaco Antoniozzi -. Spesso significava rischiare e sentirsi soli. Negli anni abbiamo fatto molti passi avanti, abbiamo ottenuto diritti e, come in questo anno, il sostegno delle istituzioni.

Ma il sostegno istituzionale non deve diventare protagonismo istituzionale. Il rischio è che diventi un palcoscenico elettorale e politico senza poi che si affrontino i nodi legislativi. Non basta sfilare e applaudire, non basta mettersi la spilletta. Il politico deve impegnarsi a fare leggi giuste e coraggiose.

Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi


La nostra giunta non appoggia il pride per fare una sfilata ma perché realmente sostiene questi diritti. Per i giovani vedere un politico sfidare al pride significa sentirsi meno soli. Ma la presenza senza fare politica non va bene. Lancio un appello: partecipate al pride con rispetto e poi tornate ad appoggiare leggi giuste, non trasformate le piazze dell’orgoglio in sfilate di presenza. La cultura è inclusione e confronto. Il pride è una festa ma prima di tutto è una lotta, un grido collettivo”.

Gian Carlo Mazza

Gian Carlo Mazza


“Scendiamo in piazza per la seconda volta, è un passo importante – ha dichiarato Mazza facendo eco alle parole di Antoniozzi -. Scendiamo in piazza per i diritti di tutti. Viterbo ha bisogno di una forza giovanile. Il pride è nato nelle battaglie e in strada”.

“Il pride – ha sottolineato Mirko Giuggiolini – è un momento per rivendicare la nostra identità ma anche un momento di protesta collettiva, vogliamo che questa società riconosca i nostri diritti , non vogliamo essere uccisi o subire violenza solo per il nostro orientamento sessuale”.

La partenza del corteo è prevista per le 15,30 del 7 giugno da via delle Fortezze. Poi la parata entrerà nel centro storico passando da porta Romana. Si dirigerà verso Piazza del Plebiscito attraversando via Garibaldi e via Cavour e proseguirà poi lungo via Ascenzi e via Marconi, fino ad arrivare a piazza Giuseppe Verdi.

Mirko Giuggiolini

Mirko Giuggiolini


Da lì salirà lungo Corso Italia in direzione piazza delle Erbe; poi proseguirà percorrendo via dell’Orologio Vecchio, via della Verità e via Mazzini, fino ad arrivare alla destinazione finale: piazza Dante Alighieri.

In testa al corteo ci sarà un carro che diffonderà musica in tutte le strade. Quasi a fare da eco al motto di quest’anno: orgoglio locale rumore globale.

“Il pride arriva per la prima volta a piazza Dante – ha sottolineato Giuggiolini -. È stata scelta perché è bella e con un grande valore artistico e umano. Vogliamo che il pride porti un impatto positivo sui posti che attraversa. E piazza Dante non è mai stata utilizzata per eventi di questo tipo”.

A piazza Dante Alighieri, si svolgerà la TusciaPride Queer Night: un concerto gratuito di lunga durata che dalle 19 circa fino a notte vedrà esibirsi al suo interno performer e band del territorio.

Gian Carlo Mazza, Alfonso Antoniozzi, Mirko Giuggiolini

Gian Carlo Mazza, Alfonso Antoniozzi, Mirko Giuggiolini


Al termine delle esibizioni delle band inizierà il Dj set techno queer e fluido de La Roboterie.

Alla guida della manifestazione, la zia del Pride, Priscilla, drag queen nonché conduttrice di Drag Race Italia. Accanto a lei Gioffrè, drag queen concorrente di Drag Race Italia e fioraio viterbese.

“Aprirà il corteo con un suo intervento e proseguirà con noi per tutta la sfilata” ha aggiunto Giuggiolini.

Via Cavour si trasformerà in Rainbow street, i commercianti esporranno accessori, palloncini e nastri colorati per dimostrare il loro appoggio al pride.

Nelle tre giornate antecedenti si svolgerà, invece, il Pride village, tre pomeriggi con talk, aperitivo e musica dal vivo come momento di aggregazione. È in programma il 4, 5 e 6 giugno.

Tra gli ospiti ci sarà don Gianni Carparelli, assistente spirituale a Castel D’Asso. “Questo è un grandissimo passo avanti – ha sottolineato Giuggiolini -. Il pride cerca sempre di creare ponti per la lotta del riconoscimento ai diritti umani”.

Oltre a Viterbo, il TusciaPride ha chiesto il patrocinio anche ai comuni limitrofi, da alcuni dei quali già ottenuto. “Abbiamo chiesto il patrocinio gratuito anche alla provincia di Viterbo ma siamo ancora in attesa di una risposta” ha dichiarato Giuggiolini.

Sonia Melchiorre

Sonia Melchiorre


Anche l’Unitus ha concesso il suo patricionio. “Siamo in prima fila per il Pride – ha detto la docente Sonia Melchiorre -. Ci siamo mossi con il patrocinio ma anche attuando provvedimenti importanti come l’adozione della carriera alias, ovvero permettere alle persone che vogliono essere chiamate con un altro nome di vedere la propria identità pienamente conosciuta”.

Tra le tante azioni poste in essere, ha aggiunto Melchiorre, “abbiamo varato un nuovo dottorato di ricerca ‘Welfare diversity and gender studies’. Io e altri due colleghi abbiamo vinto “G-force”, progetto europeo per l’incremento delle discipline che trattano queste tematiche all’interno dei programmi universitari”.

Durante il corteo del 7 giugno sarà presente anche un servizio d’interpretariato in Lis, che tradurrà in diretta gli interventi dal carro.

Ci sarà, inoltre, un gruppo di volontarie del TusciaPride contraddistinte da una fascia viola che si prenderanno cura delle persone a mobilità ridotta che sceglieranno di partecipare alla manifestazione.

Non solo. Dal carro saranno inoltre distribuiti tappi per le orecchie per ridurre il fastidio alle persone sensibili ai rumori forti, bottigliette d’acqua, punti di decompressione ovvero attività commerciali o spazi aperti ombreggiati per potersi riposare, saranno indicati bagni e messe a disposizione fontanelle d’acqua. 

Verranno distribuiti gratuitamente anche dei preservativi per sensibilizzare ed educare al sesso sicuro.

Elisa Cappelli

 


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