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Quel giorno, tra i colori del Perù, l’incontro con il futuro papa Leone XIV…

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Viterbo – Quel giorno in Perù con il futuro papa Leone XIV.

L’8 maggio a sera, quando ho visto affacciarsi alla finestra il nuovo papa, Leone XIV, mi si è fermato il respiro. Un’emozione calda, profonda, come un richiamo improvviso che ti attraversa. In quel volto, sotto la luce solenne di piazza San Pietro, ho riconosciuto subito il sorriso buono di monsignor Robert Francis Prevost, l’agostiniano che incontrai dieci anni fa in Perù durante un viaggio missionario con padre Pietro Bellini, della comunità agostiniana della Trinità.

Irene Temperini durante la messa col futuro papa Leone XIV il penultimo a destra

Irene Temperini durante la messa col futuro papa Leone XIV il penultimo a destra


La missione nell’Apurimac è un’esperienza che ti cambia. Gli agostiniani sono presenti ovunque: a Lima, a Cuzco, nei villaggi sperduti tra le Ande. Offrono accoglienza, conforto, ascolto. Vivono dentro le comunità, e le accompagnano. Quel viaggio durò più di un mese. Ricordo i colori: forti, tantissimi, spesso duri da accettare. Ricordo le strade a strapiombo, il mate di coca per sopportare l’altitudine, l’Inca Cola fosforescente e le targhe ai margini delle strade che ricordano le vite spezzate. E ricordo l’arrivo a Chiclayo.

La messa col futuro papa Leone XIV e padre Pietro Bellini

La messa col futuro papa Leone XIV e padre Pietro Bellini a destra


Fu lì che incontrai il vescovo. Mi aspettavo un’autorità ecclesiastica formale. Trovai invece un uomo semplice. Vestito come gli altri padri, senza alcun segno di distinzione. Era monsignor Prevost. Sorrideva con discrezione, ascoltava più di quanto parlasse. Pranzammo insieme nel cortile assolato della missione, su sedie scompagnate. Quando un bambino si avvicinò, divise con lui il piatto, con un gesto naturale e pieno di affetto. Durante la messa, celebrata su un tavolo semplice, disse: “Servire è stare, non apparire”. Una frase che non ho più dimenticato.

In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini

In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini


Quell’incontro mi lasciò qualcosa che è rimasto con me. Tempo dopo, lo rividi. Ma stavolta nelle stanze solenni della basilica di San Pietro. Non c’erano alture né comunità contadine, ma c’erano le stesse mani, lo stesso passo, lo stesso sguardo. La stessa identica semplicità. Mi colpì vedere come, anche lì, fosse rimasto lo stesso uomo.

Per questo, l’8 maggio a sera, quando si è affacciato al balcone come papa Leone XIV, non ho provato l’orgoglio di dire “lo conosco”, ma la gioia profonda di sapere che la Chiesa sarà guidata da un uomo buono. Buono davvero. Che ha camminato tra i più fragili, che ha conosciuto il Perù più profondo, e che porta nel cuore tutti quei colori. Che sono poi, se ci pensiamo bene, i colori del mondo.

Irene Temperini


In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini

In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini

Il viaggio di Irene Temperini in Perù con don Pietro Bellini

Il viaggio di Irene Temperini in Perù con don Pietro Bellini

In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini

In viaggio in Perù con padre Pietro Bellini


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