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Capodimonte – (sil.co.) – Rissa tra coppie sul lungolago di Capodimonte, due condanne a un anno e dieci mesi. Era il primo maggio del 2023 quando un 33enne di Montefiascone fu pestato a sangue e con lui la fidanzata. Gli aggressori furono rintracciati e identificati poco dopo da una pattuglia di militari dell’arma all’interno di un vicino bar dove si erano recati a bere come se nulla fosse accaduto.
Imputati di lesioni personali aggravate in concorso due italiani di Vetralla, di 26 e 28 anni, e due ragazze d’origine romena, di 24 e 28 anni, anche loro residenti in provincia di Viterbo. Martedì il gip Rita Cialoni ha accolto la richiesta di messa alla prova delle difese. I due uomini, invece, sono stati condannati a un anno e dieci mesi ciascuno con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
Parti civili con gli avvocati Erika Maccarri e Emanuele Marselli le vittime della feroce aggressione. Sono due italiani, un 33enne di Montefiascone e una 26enne, anche lei di Montefiascone. Ad avere la peggio è stato il 33enne, aggredito dai due uomini e da una delle due donne e colpito a calci e pugni e anche con una sedia, riportando tra le altre lesioni la frattura della mandibola, con una prognosi superiore ai 40 giorni. e indebolimento delle funzioni della masticazione. Le due donne si sarebbero inoltre scagliate contro la 26enne afferrandola per i capelli e poi scaraventandola a terra, procurandole lesioni giudicate dai sanitari del pronto soccorso del Santa Rosa guaribili in 4 giorni.
A pestaggio avrebbe preso parte anche un terzo uomo, per il quale si procede a parte. Per i tre uomini coinvolti nell’aggressione, il successivo mese di luglio, fu disposto dal questore il cosiddetto Daspo Willy. Il provvedimento ha interdetto ai giovani per il periodo di un anno la frequentazione e lo stazionamento nei pressi di tutti i locali pubblici con somministrazione di bevande, bar o esercizi pubblici assimilabili ubicati nel comune di Capodimonte per uno di loro, nei comuni di Capodimonte, Vetralla e Caprarola per un altro e in tutta la provincia di Viterbo per il terzo.
– Aggredito a calci e pugni e lasciato a terra sanguinante
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
