Viterbo – (sil.co.) – Rudy Guede accusato di abusi dalla ex, a breve la data l’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Paola Conti, che lo scorso 28 gennaio gli aveva fatto recapitare il temuto 415 bis, ovvero l’avviso di chiusura delle indagini. Dal 6 dicembre 2023 è sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Rudy Guede e la 24enne che lo accusa durante un’intervista al Tg1
Denunciato nel 2023. Il 38enne è accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale dalla ex, una ragazza viterbese di 25 anni che lo ha denunciato nell’estate 2023, al termine di una relazione durata circa un anno. Per gli ultimi due reati, a dicembre 2023, è stato sottoposto a divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico nonché a un anno di sorveglianza speciale.
Interrogato dalla pm il 12 marzo. Il 38enne ivoriano – condannato a 16 anni per l’omicidio di Merefith Kercher, a Perugia nel 2007 – in seguito al 415 bis ha chiesto di essere interrogato dalla pm Conti, che lo ha sentito il 12 marzo nel corso di un interrogatorio durato circa un’ora e mezza, che è stato registrato entrando a far parte degli atti dell’inchiesta. “Abbiamo chiarito alcuni punti, rilevanti secondo la difesa, relativi in particolare alle comunicazioni, ma anche altre cose secondo noi rilevanti, che meritavano di essere approfondite e circostanziate con la pm Conti”, ha riferito l’avvocato Carlo Mezzetti, senza entrare ulteriormente nel merito di quanto riferito da Guede, che ha sempre rigettato tutte le accuse.
Divieto di avvicinamento dal 6 dicembre 2023. Era il 6 dicembre 2024 quando per lui è scattato il divieto di avvicinamento alla donna a meno di 500 metri, rafforzato dal braccialetto elettronico. “Non ho violentato e picchiato la mia ex”, disse l’11 dicembre al gip Savina Poli nel corso di oltre due ore di interrogatorio di garanzia. “Io l’ho sempre rispettata”, si è difeso Guede, riferendosi alla sfera sessuale, parlando di una “relazione tossica”. “Sono stato io a chiudere”, ha detto.
Incidente probatorio chiuso il 18 luglio 2024. Su richiesta della difesa, lo smartphone della 25enne è stato sottoposto a incidente probatorio, che si è chiuso il 18 luglio dell’anno scorso. Nello smartphone oltre 100mila foto, decine di migliaia di chat e un numero altissimo di file audio, conversazioni nelle quali la giovane racconterebbe ad amici e conoscenti le botte e le umiliazioni che avrebbe subito. La donna è assistita dall’avvocato Francesco Guido.
Versioni contrastanti. Tra fine primavera e inizio estate del 2023, la 25enne, appassionata di equitazione, sarebbe andata a vivere da sola a Grosseto. Ma su chi cercava chi, le versioni sono state contrastanti. Lui si sarebbe soltanto reso utile, preoccupato per la 24enne che, tra l’altro, pur essendo un cavallerizza esperta, avrebbe avuto un incidente e subito delle lesioni, “fotografate” dalla ragazza sui social. “Mi sono preoccupato per lei, ci siamo sentiti, sono andato a vedere come stava, le ho fatto la spesa”, ha detto Guede. “Ho capito che non si sarebbe fermato. Mi scriveva, mi chiamava, tre volte è venuto senza dirmelo, ha le chiavi di casa a Viterbo”, la versione invece di lei.
Prossima tappa davanti al gup. A novembre la pm ha chiesto una ulteriore proroga di sei mesi alle indagini, chiuse a fine gennaio con l’invio del 415 bis. Come detto, il 12 marzo Guede si è sottoposto volontariamente a interrogatorio, dopo di che la pm ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio, passando la palla al tribunale cui spetta ora fissare l’udienza preliminare davanti al gup.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
