San Lorenzo Nuovo – Centro migranti sventrato da un’esplosione, a dare per prima l’allarme, poco dopo le 20 del 10 novembre 2023, sarebbe stata una vicina, segnalando a proprietà e gestore un forte odore di gas. Ma già il giorno precedente alcuni rifugiati presso la struttura di San Lorenzo Nuovo avrebbero avvisato il personale del puzzo di gas che già dalla mattina del 9 novembre si sarebbe fatto fortissimo. Allarmi rimasti inascoltati. È finita con 31 parti offese, tutte potenziali parti civili, tra cui 27 feriti, 7 dei quali bambini, alcuni gravissimi, due ricoverati per mesi a causa delle ustioni..
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
La sera dello scoppio i 31 ospiti del centro furono trasferiti presso gli ospedali di Acquapendente, Orvieto e Viterbo. Solo quattro rimasero illesi, 27 furono feriti, 4 dei quali ustionati gravemente, due trasferiti all’ospedale di Pisa e due all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, mentre altri due, per per la gravità delle lesioni riportate, furono ricoverati al policlinico Gemelli di Roma.
Quattro gli indagati raggiunti dal 415 bis: Domenico Ciuchini, 72 anni, di Gradoli, proprietario dell’immobile in località Metata, affittato per 6mila euro all’anno per sei anni, dal 1 ottobre 2017, a Rosanna Streni; la locatrice Rosanna Streni, 68 anni, di Gradoli, che ha subaffittato i locali alla società Ospita, operante nel settore di soggetti rifugiati politici, con contratto dal primo febbraio al 30 novembre 2022, prorogato di un anno; Pierina Ceccarini, 61 anni, di Onano, operatrice del centro; Rosario Boglioli, 57 anni, di Castel Viscardo, referente per la prefettura della società Ospita.
L’operatrice, in particolare, allertata la mattina dello scoppio da un ospite, gli avrebbe risposto di non intromettersi in cose che non lo riguardavano. A due fratelli avrebbe risposto che non era niente dicendo loro di aprire un po’ le finestre per poi andare via subito dopo. Il referente, invece, sarebbe stato “il fulcro” dello scambio di telefonate avvenuto dopo le otto di sera del 10 novembre, valutando evidentemente non necessario allertare i vigili del fuoco per una verifica.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
All’ospedale di Pitigliano i più piccoli dei feriti, due fratellini nigeriani. Uno nato il 2 agosto del 2022, che aveva poco più di un anno la sera dell’esplosione, medicato con una prognosi di tre giorni. L’altro di cinque anni, che ha riportato un trauma cranico non commotivo, con una prognosi di cinque giorni. Tre bambini tunisini, uno di cinque anni e e due fratellini di sette e quattro anni, sono stati medicati a Viterbo con prognosi di due giorni.
Tra i feriti più gravi un 36enne del Bangladesh, ricoverato dall’11 novembre 2023 al 18 gennaio 2024 a Pisa per ustioni profonde ad arti, volto e tronco con due interventi chirurgici, poi trasferito in rianimazione al Santa Rosa di Viterbo dal 19 gennaio al 9 febbraio 2024, con diagnosi di dimissioni “ustioni di 3° grado estese al 55% del corpo, interessanti volto, collo e arti”, quindi trasferito per ulteriori 59 giorni di degenza ospedaliera presso la Casa di Cura di Nepi.
Gravissimo anche un ivoriano di 41 anni, ricoverato fino al 12 dicembre 2023 a Pisa, da dove è stato trasferito per 43 giorni al Santa Rosa con diagnosi di dimissione protetta per “postumi di ustioni degli arti”, fino al 23 gennaio 2024, quindi a Villa Immacolata per altri due mesi, fino al 26 marzo dell’anno scorso.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

