- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

TotoPapa: le Americhe tra crisi e speranze

Condividi la notizia:

Città del Vaticano – Nei siti della Santa Sede le Americhe sono tre e con buona pace di Donald Trump il Messico è parte di quella settentrionale. La chiesa è in crisi a nord, con il crollo delle offerte dei ricchi conservatori, a sud con chiese svuotate di fedeli, convertiti al credo battista, evangelico o tornati alle religioni dei popoli autoctoni.

Papa Francesco

Papa Francesco


I profili dei 37 cardinali elettori rispecchiano la varietà del continente. Solo nella pattuglia Usa, si va da Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, apertamente pro-gay e a favore di cardinali donne, a Timothy Dolan, arcivescovo di New York, candidato di Trump, per finire con Raymond Burke, ultraconservatore che ha fatto parlare di sé più per la lunghezza dello strascico (9 metri, Lady Diana si fermò a un più modesto 7,5 metri) e la larghezza dalla falda dei suoi cappelli che per le critiche a Francesco.

Guardando a sud, si registra la prima presenza al conclave dei cardinali di Haiti e Paraguay, mentre spicca Leonardo Steiner, brasiliano di una famiglia di origine tedesca, cugino di un altro cardinale, Paulo Evaristo Arns, è noto per battaglie in favore dell’Amazzonia, dalla strenua difesa dei popoli indigeni alla tutela dell’ambiente, si batte per le unioni civili e per dare un peso maggiore alla presenza delle donne.

Insomma, le Americhe riassumono l’alfa ed omega delle posizioni teologiche, sociali e delle idee sull’organizzazione della chiesa. Per questo, sembra improbabile che il nuovo papa possa venire da oltreoceano, ma c’è una figura che risponde ai criteri che gli elettori sembrano voler cercare nel nuovo papa: che sappia dare un volto positivo alla fede, che sappia governare la chiesa, conoscendone le dinamiche e che sappia stare sulla scena mondiale. 

Robert Francis Prevost, 70 anni a settembre, agostiniano, nato a Chicago da una famiglia di origini europee (ha una nonna italiana), perfeziona la sua formazione a Roma. Parla spagnolo, italiano, francese, tedesco e portoghese. Dopo aver servito il suo ordine fra Perù e Stati Uniti, ne diventa priore generale. A inizio 2023, Bergoglio lo nomina prefetto del dicastero per i vescovi e presidente della pontificia commissione per l’America Latina, due trampolini di consensi.

È stato ordinato vescovo il giorno in cui la chiesa festeggia la Madonna di Guadalupe, patrona dei popoli di lingua spagnola e del continente americano: coincidenza non passata inosservata. È il meno statunitense, ma il più americano di tutti.

Thomas Moore


Condividi la notizia: