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“Un’università aperta, inclusiva e vicina alla città…”

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Viterbo – “Un’università aperta, inclusiva e vicina alla città”. Tiziana Laureti delinea così quale sarà il futuro dell’ateneo. Sarà lei, infatti, la nuova rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia. La sua è l’unica candidatura presentata per il ruolo attualmente ricoperto da Stefano Ubertini, rendendo la nomina già certa. Sarà anche la prima donna e la prima viterbese a guidare l’ateneo. L’elezione è fissata per il 2 luglio, l’insediamento avverrà il primo novembre. Laureti è docente ordinaria di Statistica e già direttrice di dipartimento. È figlia del facchino di Santa Rosa Getulio Laureti. Un legame con la città, con la più importante tradizione della città, che è un segno del legame tra università e territorio. Un fatto che è stato accolto dai viterbesi con grande attenzione e simpatia.

Tiziana Laureti

Tiziana Laureti


“La mia candidatura a rettrice nasce da un percorso di impegno, ascolto e responsabilità all’interno della nostra comunità”, afferma programmaticamente Laureti per quanto riguarda il futuro dell’Unitus. “Propongo una visione chiara: rafforzare l’identità dell’Unitus, valorizzare le qualità che già esistono, intervenire con pragmatismo dove necessario, consolidare la nostra presenza nel sistema universitario nazionale e internazionale”.

Uno dei temi centrali del suo programma è il rapporto con la città. “Viterbo e l’università devono camminare insieme – osserva Laureti – solo così potremo costruire una vera città universitaria, attrattiva e inclusiva. Dobbiamo migliorare i servizi per gli studenti fuori sede e rafforzare il legame tra la ricerca accademica e il tessuto sociale ed economico locale”.

Sul piano interno, la governance dovrà essere fondata su trasparenza e partecipazione. “Ogni decisione deve essere condivisa, spiegata e discussa – sottolinea Laureti –. Solo così si costruisce coesione e si affrontano le sfide con strumenti adeguati”.

Previsti cruscotti informativi per i dipartimenti, con dati su iscrizioni, esiti occupazionali, attrattività e sostenibilità. “La cultura del dato – evidenzia Laureti – deve diventare uno strumento quotidiano di governo”.

Al centro anche la lotta all’abbandono. “Studentesse e studenti devono sentirsi parte attiva di una comunità che li ascolta e li sostiene”, afferma Laureti. Tra le misure, un centro servizi per l’orientamento, tutorati rafforzati, servizi psicologici e mentoring personalizzati.

Tema fondamentale è anche quello dell’inclusione. Laureti intende rafforzare il Gender Equality Plan e il Centro Antiviolenza universitario, contrastare i bias nei processi di selezione e promuovere pari opportunità a tutti i livelli. “L’uguaglianza – sottolinea – deve diventare un principio strutturale della vita universitaria”.

Tiziana Laureti

Tiziana Laureti


Il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, definito un “pilastro dell’ateneo”, sarà valorizzato con formazione continua, digitalizzazione coerente con i flussi di lavoro e percorsi di crescita professionale.

Anche sulla didattica si punta al cambiamento. “Serve un’offerta formativa razionale e solida – evidenzia Laureti – ma anche strumenti nuovi e coinvolgenti”. Tra questi cita la flipped classroom (lezione rovesciata, con studio individuale prima e confronto in aula dopo) e il game-based learning (uso del gioco per stimolare l’apprendimento). “Non si tratta di mode – aggiunge – ma di metodi efficaci che richiedono supporti adeguati e docenti formati”.

L’internazionalizzazione resta una leva strategica. “Dobbiamo attrarre studenti dall’estero, ampliare i corsi in lingua e rafforzare le sedi nei poli strategici – aggiunge Laureti –. È anche necessario migliorare l’accoglienza e i servizi per chi viene da fuori, per rendere l’ateneo competitivo in un contesto demografico in calo”.

Infine, una visione pragmatica delle risorse. “Ogni scelta deve essere compatibile con i vincoli di bilancio – rimarca Laureti – ma anche orientata a un uso intelligente ed equo delle risorse disponibili. Trasparenza e programmazione sono essenziali”.

“Questo programma – aggiunge Laureti – intende essere la base di un dialogo con tutte e con tutti”. Un progetto che parte da Viterbo, ma guarda all’Europa e al mondo.



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