“La mia candidatura a rettrice nasce da un percorso di impegno, ascolto e responsabilità all’interno della nostra comunità”, afferma programmaticamente Laureti per quanto riguarda il futuro dell’Unitus. “Propongo una visione chiara: rafforzare l’identità dell’Unitus, valorizzare le qualità che già esistono, intervenire con pragmatismo dove necessario, consolidare la nostra presenza nel sistema universitario nazionale e internazionale”.
Uno dei temi centrali del suo programma è il rapporto con la città. “Viterbo e l’università devono camminare insieme – osserva Laureti – solo così potremo costruire una vera città universitaria, attrattiva e inclusiva. Dobbiamo migliorare i servizi per gli studenti fuori sede e rafforzare il legame tra la ricerca accademica e il tessuto sociale ed economico locale”.
Sul piano interno, la governance dovrà essere fondata su trasparenza e partecipazione. “Ogni decisione deve essere condivisa, spiegata e discussa – sottolinea Laureti –. Solo così si costruisce coesione e si affrontano le sfide con strumenti adeguati”.
Previsti cruscotti informativi per i dipartimenti, con dati su iscrizioni, esiti occupazionali, attrattività e sostenibilità. “La cultura del dato – evidenzia Laureti – deve diventare uno strumento quotidiano di governo”.
Al centro anche la lotta all’abbandono. “Studentesse e studenti devono sentirsi parte attiva di una comunità che li ascolta e li sostiene”, afferma Laureti. Tra le misure, un centro servizi per l’orientamento, tutorati rafforzati, servizi psicologici e mentoring personalizzati.
Tema fondamentale è anche quello dell’inclusione. Laureti intende rafforzare il Gender Equality Plan e il Centro Antiviolenza universitario, contrastare i bias nei processi di selezione e promuovere pari opportunità a tutti i livelli. “L’uguaglianza – sottolinea – deve diventare un principio strutturale della vita universitaria”.

Tiziana Laureti
Il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, definito un “pilastro dell’ateneo”, sarà valorizzato con formazione continua, digitalizzazione coerente con i flussi di lavoro e percorsi di crescita professionale.
Anche sulla didattica si punta al cambiamento. “Serve un’offerta formativa razionale e solida – evidenzia Laureti – ma anche strumenti nuovi e coinvolgenti”. Tra questi cita la flipped classroom (lezione rovesciata, con studio individuale prima e confronto in aula dopo) e il game-based learning (uso del gioco per stimolare l’apprendimento). “Non si tratta di mode – aggiunge – ma di metodi efficaci che richiedono supporti adeguati e docenti formati”.
L’internazionalizzazione resta una leva strategica. “Dobbiamo attrarre studenti dall’estero, ampliare i corsi in lingua e rafforzare le sedi nei poli strategici – aggiunge Laureti –. È anche necessario migliorare l’accoglienza e i servizi per chi viene da fuori, per rendere l’ateneo competitivo in un contesto demografico in calo”.
Infine, una visione pragmatica delle risorse. “Ogni scelta deve essere compatibile con i vincoli di bilancio – rimarca Laureti – ma anche orientata a un uso intelligente ed equo delle risorse disponibili. Trasparenza e programmazione sono essenziali”.
“Questo programma – aggiunge Laureti – intende essere la base di un dialogo con tutte e con tutti”. Un progetto che parte da Viterbo, ma guarda all’Europa e al mondo.