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Il viaggio dell’inclusione in scena con “Alice in città”

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Viterbo - Il viaggio dell’inclusione va in scena con "Alice in città"

Viterbo – Il viaggio dell’inclusione va in scena con “Alice in città”

Viterbo  – Riceviamo e pubblichiamo – Un viaggio straordinario, umano e artistico, destinato a lasciare il segno. È questo lo spirito del teatro sociale integrato, un progetto scolastico promosso dall’Istituto Superiore Francesco Orioli di Viterbo, che ha coinvolto i ragazzi in un laboratorio-percorso teatrale conclusosi con lo spettacolo “Alice in città”, andato in scena lo scorso sabato 24 maggio al teatro dell’Unione, all’interno della rassegna teatrale “Sette Sere per Alberto – omaggio ad Alberto Corinti”.

Lo spettacolo, liberamente ispirato al celebre Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, ha ripercorso il viaggio di crescita e scoperta della protagonista, ambientato in un contesto urbano moderno, attraverso l’incontro con personaggi onirici che a lei si raccontano, offrendo una riflessione attuale e coinvolgente sul tema dello smarrimento e della scoperta di sé nel mondo contemporaneo.

Protagonisti di questo viaggio sono stati gli studenti dell’istituto Orioli che hanno dimostrato una straordinaria capacità di mettersi in gioco, esplorare le proprie emozioni e conoscersi attraverso il linguaggio del teatro. In un percorso che non è solo un laboratorio teatrale, ma un vero e proprio cammino di crescita personale e collettiva. Tra gli obiettivi fondamentali del progetto ci sono stati l’inclusione e l’accettazione positiva e incondizionata: valori che vengono trasmessi non solo sul palco, ma anche e soprattutto nella costruzione del gruppo, nella relazione tra i ragazzi e nel confronto quotidiano. “È un cammino, un viaggio che porta fino allo spettacolo – hanno raccontato i protagonisti –  l’idea centrale è quella dell’‘essere qui, ora, e per tutti. Un invito alla presenza, alla consapevolezza e alla condivisione, senza esclusioni”.

Sul palco, nessun protagonista unico. Ogni voce, ogni sguardo, ogni gesto aveva lo stesso peso. I ruoli si intrecciavano, i corpi si muovevano in armonia, le parole quelle di Carroll, di H. Hesse e di Samuel Beckett— a volte dette, a volte solo sussurrate — sono arrivate dirette allo stomaco. C’è stato chi ha recitato con la voce e chi con gli occhi. Chi ha camminato con sicurezza e chi ha tremato dietro le quinte, prima di esplodere in scena. E poi ci sono stati i sorrisi. Quelli veri. Quelli che nascono solo quando ci si sente visti, ascoltati, accolti.

“È stato come entrare in un mondo dove nessuno resta indietro – ha detto commossa una spettatrice, tra le lacrime -. Ci hanno ricordato la bellezza e la ricchezza come derivanti dell’attraversamento e del superamento di limiti e barriere”.

Il pubblico si è alzato in piedi in un applauso che sembrava non voler finire mai. Applausi che non erano solo per la performance, ma celebravano il coraggio, la fiducia reciproca e l’amore che si è respirato in ogni scena.

E nel buio del teatro, tra le lacrime e gli abbracci, forse è successo qualcosa di semplice e straordinario: le persone si sono ricordate che siamo tutti parte della stessa storia. E che ognuno ha diritto al suo spazio sul palco e nella vita!

Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la collaborazione di molte figure: la direzione artistica è stata curata da Francesco Cerra e Ylenia Di Luigi di Tetraedro Aps. Tra le partecipazioni artistiche, spiccano quelle del giocoliere Nicola Macchiarlo, della violinista Selena Bannella e del musicista Samuele Buzzi.

Il progetto ha coinvolto attivamente diversi indirizzi dell’istituto Orioli:

– Scenografia a cura del prof. Favata e degli studenti della 3ASC;

– Grafica realizzata dagli studenti Sofia Anzevino e Luigi Durante sotto la guida della prof.ssa Angela Pizzuto;

– Comunicazione e ufficio stampa curati dalla Redazione Ulixis dell’istituto.

Un ringraziamento speciale alla dirigente scolastica, Monica Cavalletti, al prof. Mirko Ottoni, referente per l’inclusione, al comune di Viterbo, ai docenti, agli artisti e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza straordinaria.

Christian Beranzoni
Redazione Ulixis, giornale dell’istituto F. Orioli


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