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Viterbo – Inaugurazione a rate. È questa la nuova specialità dell’amministrazione guidata da Chiara Frontini. Una sera, un tratto di mura. Un’altra sera probabilmente un altro tratto. Una manciata di fari accesi, qualche foto, qualche sorriso. Nessuna comunicazione corretta sull’origine del progetto, nessuna spiegazione. Solo una passerella elettorale, costruita su un progetto non suo.
Certo le mura illuminate sono belle, anzi bellissime.
Ma va ricordato: l’intervento per illuminare la cinta muraria era nato sotto la giunta guidata da Leonardo Michelini e aveva ottenuto il finanziamento durante il mandato di Giovanni Arena. L’opera, una volta completata, dovrebbe portare la luce lungo tutto il tratto compreso tra porta della Verità e porta Fiorentina. Un progetto organico, pensato per valorizzare l’intero fronte delle mura in quel tratto. E invece, l’altra sera, se ne è inaugurato solo un pezzetto da porta della Verità a porta Romana. In un mondo normale l’opera sarebbe stata inaugurata al completamento, non pezzo per pezzo. Questo succede solo nel mondo fantastico, fatto solo di chiacchiere, della sindaca Frontini.
La città si aspettava una cerimonia vera, unitaria, degna del monumento alla fine dei lavori. Ha ricevuto una passerella elettorale, uno spezzone di evento. Un altro episodio dell’inaugurite acuta che sembra ormai cronica.
Nel frattempo, tutto ciò che conta davvero continua a peggiorare. Il centro storico si svuota e muore, il cimitero è abbandonato, le fontane si sbriciolano senz’acqua, i giardini sono selve. San Faustino e le zone limitrofe vivono un crescente senso di insicurezza. Il cagnolino decapitato è solo l’ultimo episodio.
Nessuna idea, nessun progetto, nessuna direzione. Si naviga a vista tra una inaugurazione di uno spogliatoio e l’altro. La politica dell’arroganza e dell’apparenza regna sovrana. E lo fa a un costo per i cittadini più alto mai visto. Questa è la giunta più costosa della storia amministrativa viterbese. La sindaca incassa quasi diecimila euro lordi al mese. Diecimila.
Non bastano le cerimonie a pezzi per nascondere il vuoto. Serve un sussulto, se c’è ancora dignità politica: la sindaca Chiara Frontini, che in passato si lamentava del costo delle vecchie amministrazioni, dimezzi gli stipendi della giunta, a partire dal proprio. Non per calcolo elettorale, ma per rispetto dei cittadini. Non per propaganda, ma per correttezza.
E magari, per una volta, inaugurare non un tratto, ma un’idea, un progetto per ridare vita alla città. Sindaca si renda conto della sua inadeguatezza politico – amministrativa e parametri il suo stipendio alla sua efficienza. Anzi inefficienza. Basta col suo sport preferito sindaca: il taglio del nastro per ogni colpo di tosse amministrativo.
Ci sarà pure un limite al ridicolo.
Carlo Galeotti


