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“26 lectio magistralis e la partecipazione di un premio Nobel…a Viterbo la prima università dei braccianti in Italia”

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Viterbo – “26 lectio magistralis, un corso di italiano e la partecipazione di un premio Nobel. A Viterbo la prima università dei braccianti in Italia”. Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Lega comunale di Viterbo.

Questa mattina la presentazione al ridotto del teatro Unione di Viterbo.

Uila - Presentata l'università dei braccianti in Italia

Uila – Presentata l’università dei braccianti in Italia


Assieme a Biagioli, ci sono le assessore Patrizia Notaristefano, Rosanna Giliberto ed Elena Angiani, rispettivamente titolari di agricoltura, politiche sociali e bilancio, il presidente del settore agricolo del sindacato europeo Effat Fabrizio De Pascale, il coordinatore degli uffici e della formazione della Uil scuola Viterbo Michele Mancini e il segretario organizzativo della Uila Viterbo Daniele Camilli.

“L’Università dei Braccianti – spiega Biagioli – è un progetto della Uila Lega comunale e dell’associazione culturale Luigi Petroselli. Il tutto con il patrocino del comune di Viterbo. L’obiettivo dell’Università dei Braccianti è quello di continuare a porre la questione bracciantile al centro del dibattito politico e culturale. Una questione sociale. Il tutto attraverso la promozione e la valorizzazione della formazione, del dialogo e della relazione tra le persone”.

L’Università dei Braccianti si sviluppa lungo due percorsi. Da un lato un corso di italiano livello base tenuto in collaborazione con la Uil scuola di Viterbo, dall’altro 26 lectio magistralis che si svolgeranno in tutti i quartieri della città. Lectio che vedono la partecipazione di docenti universitari dell’Unitus, di Firenze, Napoli, della Luiss, giornalisti e personalità istituzionali. Lectio che vanno dall’agricoltura alla storia, dalla letteratura all’opera lirica fino si mutamenti climatici e all’urbanistica. Tra i docenti che terranno i corsi anche il premio Nobel per la pace Riccardo Valentini.

“L’università dei braccianti – dice Biagioli – è anche il battesimo dell’associazione Luigi Petroselli. Il modo migliore per dare il giusto valore ad una grande figura, come quella del sindaco più amato di Roma, nato a Viterbo. E il modo migliore per farlo è dare vita ad iniziative a tutela ed emancipazioni dei braccianti. Siamo un’organizzazione del confronto. E il confronto presuppone ragionamenti, studi, proposte. Così come sinergie, come quella che stiamo costruendo con l’amministrazione comunale, un interlocutore che sul tema dei braccianti si sta dimostrando fondamentale”.

“L’Università dei braccianti – prosegue Camilli – non si rivolge solo agli operai agricoli, ma è uno strumento di confronto e conoscenza che i braccianti propongono al territorio. Uno strumento che rivolgono a tutti. Le lectio magistralis si svolgeranno tra il mese di giugno 2025 e il mese di giugno 2026 nella sala Antonio Garau della Uil, in via Cardarelli 22 a Viterbo, e in altri luoghi della città che verranno di volta in volta comunicati sui profili social della Uila. Le lezioni del corso di italiano si terranno invece tutte nella sala Antonio Garau a partire da settembre 2025”.

La partecipazione al corso di italiano e alle lectio magistralis è libera, aperta a tutti e gratuita. Non si richiedono né iscrizione né titoli di studio. 

“L’Università dei braccianti – continua Camilli – non conferisce titoli accademici. Chi vuole frequentare lo fa solo per il desiderio di imparare”.

“L’amministrazione – interviene Notaristefano, che ha portato i saluti della sindaca Chiara Frontini – è al fianco dei lavoratori e di un settore come l’agricoltura fondamentale per il territorio. Una università che segna nuovo inizio, un percorso importante caratterizzato dall’apertura dei braccianti verso la città e che la città non può lasciarsi sfuggire. Un ulteriore inserimento in un territorio che deve tener conto dei braccianti che rivendicano e vogliono giustamente attenzione sulla loro realtà lavorativa culturale ed economica”.

“Viterbo sta vivendo tanti cambiamenti – sottolinea Giliberto -, con tante energie positive. E l’università è una di queste. Un progetto che pone attenzione su una realtà sociale decisiva. Un progetto che punta a fare rete. Fondamentale poi, per quanto riguarda il corso di italiano, che ci sia un dialogo con il Cpia per proseguire insieme lungo il percorso dell’inclusione sociale a supporto di tutte le problematiche quotidiane che un bracciante deve affrontare”.

9 mila i braccianti in tutta la Tuscia, di questi 1300 sono a Viterbo. Lavoratori che caratterizzano la quotidianità di un’intera città. Lavoratori distribuiti in oltre 11 mila aziende in tutta la provincia di Viterbo di cui le principali, con oltre 200 operai, si trovano nella città dei papi.

“Assieme al sindacato Uila – evidenzia Angiani – stiamo affrontando anche il tema dei trasporti e delle abitazioni. Con l’obiettivo di affrancare ed emancipare i lavoratori. Quello dell’università, così come la squadra di calcio Asfa-Uila, rappresentano un lavoro prezioso per tutti e per tutto il tessuto sociale”.

“Per la Uila – prende la parola De Pascale che ha portato i saluti della segretaria generale nazionale della Uila Enrica Mammucari – il sindacato è il territorio. Perché è sul territorio che i cittadini incontrano i problemi e hanno bisogno di un aiuto. Aiuto che spesso viene dato dai sindacalisti. La Uila Viterbo in questi anni ha dato molto al territorio e ai lavoratori. L’università è un progetto importante sia per il corso di lingua sia per il programma di lectio magistralis molto ricco, con temi importanti. Un programma che denota un grande impegno, un grande lavoro”.

“L’Università dei braccianti – conclude Mancini della Uil scuola Viterbo della segretaria generale Silvia Somigli – rappresenta un nuovo modello culturale con una portata fortemente innovativa a livello nazionale. Un’università che non solo ricostruirà legami sociali e culturali, ma permetterà di rimettere al centro persone e questioni lavorative molto spesso trascurate. Una università che manda infine un messaggio importante: il diritto alla formazione e alla conoscenza come strumento di emancipazione di tutti i lavoratori”.


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