Unitus – La facoltà di agraria il giorno dopo l’incendio
Viterbo – C’è l’odore acre del fumo questa mattina al Riello, che la calma piatta di vento di oggi non porta lontano, come ha fatto ieri con l’enorme nuvola nera sviluppata nel giro di pochi minuti dall’incendio divampato sui tetti della facoltà di agraria alle dieci.
Unitus – La facoltà di agraria il giorno dopo l’incendio
Chiuso il tribunale, dove la direttissima in programma è stata spostata in prefettura. In azione di buonora i tecnici di Arpa Lazio che hanno prelevato i campioni da analizzare a Roma. Dita incrociate nella speranza che non ci siano “contaminazioni”. E mascherine sul volto dei più davanti all’università, dove il popolo di agraria sgomberato ieri in fretta e furia dall’università è tornato per recuperare gli effetti personali rimasti sulle sedie e sulle scrivanie durante l’evacuazione. Ingressi contingentati, ma stamane sono consentiti, sotto sorveglianza, anche se l’ateneo resta ovviamente blindato.
Unitus – La facoltà di agraria il giorno dopo l’incendio
“Ancora non ci credo”, mormora una studentessa, abbracciando una collega. “Mi chiedo come faremo”, le risponde l’altra. “Attenzione alla stampa”, avverte una dipendente, senza sapere che è lì presente. “È solo perché c’è un’inchiesta in corso, quindi avvisavo che non si devono rilasciare dichiarazioni sull’accaduto”. Nel piazzale d’ingresso, solitamente animatissimo a tutte le ore del giorno, ci sono i vigili del fuoco e poco più in là un drappello di addetti ai lavori che stanno facendo il punto della situazione.
Unitus – La facoltà di agraria il giorno dopo l’incendio
Non fosse per il puzzo che arriva a folate e toglie il respiro, non fosse per le facciate annerite e i vetri delle finestre scoppiati, potrebbe essere il giorno di ferragosto. Invece è solo il giorno dopo. Ci vorrà tempo per guarire le ferite. Ma la convalescenza è cominciata.
Silvana Cortignani
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