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Apparizione dei santi Pietro e Paolo, l’arazzo rubato torna finalmente a Gallese

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Gallese – Apparizione dei santi Pietro e Paolo, l’arazzo rubato torna finalmente a Gallese.

Gallese - Arazzo apparizione santi Pietro e Paolo

Gallese – Arazzo apparizione santi Pietro e Paolo


Trafugata nel 1991, l’opera di fine XVIII secolo verrà restituita ai fedeli e alla cittadinanza sabato 28 giugno 2025 alle ore 11, nella basilica di S. Famiano a Gallese. La tela, che misura cinque metri e sessanta centimetri per tre metri, quindi di ampie dimensioni, è stata recuperata in Toscana dal comando dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio artistico, preposto alla restituzione delle preziose testimonianze artistiche, spesso oggetto, purtroppo, di inopinati trafugamenti. La tela-arazzo, opera dell’artista Ginesio Del Barba (17 ottobre 1691-25 dicembre 1762), realizzata nel 1754, raffigura l’apparizione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che ordinano a S. Famiano di recarsi a Gallese, dove il Santo monaco pellegrino di lì a poco raggiunse la gloria eterna.

“Già nel 1980 – spiegano dalla diocesi di Civita Castellana -, l’illustre città di Gallese fu defraudata di otto tele che, come questa, erano appese ai muri della navata centrale dell’antica basilica dedicata al Santo monaco, per la venerazione dei fedeli e che, purtroppo, non sono mai state recuperate. L’illustre pittore Ginesio Del Barba realizzò nel 1754 undici tele simili, con vari episodi della vita del Santo Patrono di Gallese, ricorrendo alla tecnica dell’estrazione dei pigmenti dai “sughi d’erba”, imitando così le tappezzerie e gli arazzi. La tela in oggetto fu eseguita a Roma, come le altre, tutte custodite in appositi armadi nella sacrestia della basilica.

La restituzione – conclude la diocesi -, avverrà alla presenza dei vertici del comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, del sindaco di Gallese, di sua eccellenza mons. Marco Salvi, vescovo di Civita Castellana e, naturalmente, del rev.do mons. Terzilio Paoletti, parroco di Gallese e vicario generale, che già ne anticipò la notizia durante la messa di Pasqua di quest’anno, il 20 aprile scorso”.


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