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Vignanello – (b.b.) – Un viavai sospetto, le segnalazioni dei residenti e settimane di appostamenti. È così che i carabinieri di Vignanello, coadiuvati dai colleghi di Vasanello in un servizio coordinato, sono arrivati a stringere il cerchio intorno a un 50enne del posto, arrestato venerdì sera in flagranza di reato per spaccio di cocaina.
L’uomo, già da tempo sotto osservazione da parte dei militari dell’Arma, è stato fermato subito dopo aver ceduto una dose di droga. All’interno della sua auto, i carabinieri hanno rinvenuto altre due dosi pronte per essere vendute. Ma è durante la perquisizione domiciliare che è emerso il quadro più chiaro dell’attività illecita: nascosti in casa, il 50enne deteneva circa 40 grammi di cocaina e oltre 700 euro in contanti, ritenuti con tutta probabilità frutto dello spaccio.
L’operazione è il risultato di un’attività investigativa avviata a seguito delle lamentele e delle denunce dei cittadini, insospettiti da movimenti continui e presenze fugaci nella zona. Segnali che non sono passati inosservati ai carabinieri, che hanno intensificato i controlli, fino ad arrivare all’intervento di venerdì sera.
Ieri mattina, lunedì 16 giugno, il 50enne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, Rita Cialoni. Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato l’arresto e disposto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
