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“Arsenico nell’acqua, dobbiamo rimetterci alle ultime tecnologie disponibili per modificare la qualità nei nostri acquedotti”

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Viterbo – (eli.ca.) – “Arsenico nell’acqua, dobbiamo rimetterci alle ultime tecnologie disponibili per modificare la qualità nei nostri acquedotti”. È l’appello del dottor Rocco Santarone, vicepresidente della sezione Isde – Roma durante un incontro alla sede dell’Ordine dei medici.

Viterbo - L'incontro sull'arsenico alla sede dell'ordine dei medici

Viterbo – L’incontro sull’arsenico alla sede dell’ordine dei medici


Oggi pomeriggio è stato presentato l’articolo scientifico “Arsenico nelle acque ad uso potabile: quando a preoccupare sono le esposizione croniche a dosi entro e al di sotto del parametro di legge”.

Presenti la dottoressa Antonella Litta, il dottor Giovanni Ghirga e il dottor Mauro Mocci del Coordinamento dell’Alto Lazio di Isde – Associazione medici per l’ambiente (International society of doctors for the environment – Italia), autori dell’articolo. Presenti anche il prefetto di Viterbo, Gennaro Capo, l’assessora Elena Angiani.

Antonio Maria Lanzetti e Antonella Litta

Antonio Maria Lanzetti e Antonella Litta


A introdurre i lavori Antonio Maria Lanzetti, presidente dell’Ordine dei Medici di Viterbo e provincia che sottolineato quanto sia importante intervenire sulla questione dell’arsenico per promuovere la salute.

E tra le cose più importanti, come ha sottolineato il prefetto di Viterbo, Gennaro Capo, c’è quella di “intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza”, facendo riferimento al ritardo con cui a volte arrivano i risultati dei prelievi delle acque.

Gennaro Capo e Elena Angiani

Gennaro Capo e Elena Angiani


“La Tuscia è un territorio che da sempre si confronta col problema dell’arsenico – ha detto Litta -. Non dobbiamo solo riportare i valori entro i limiti di legge ma abbassarli ancora di più. Vanno fatti tutti gli sforzi possibili affinché questo valore sia prossimo allo zero. Ora è possibile poter agire con delle tecnologie moderne.

Il problema dell’arsenico è ancora più accentuato dalle centrali a carbone che immettono nell’ambiente sostanze dannose, tra cui l’arsenico. In più riceviamo costantemente segnalazioni circa dei pesticidi che vengono immessi nell’ambiente che contengono arsenico oltre i limiti. È considerato un elemento cancerogeno certo, quindi non esiste un limite di sicurezza”.

Giovanni Ghirga e Mauro Mocci

Giovanni Ghirga e Mauro Mocci


A questo pensiero ha fatto eco il medico di famiglia Mauro Mocci: “È l’arsenico nell’acqua ma anche quanto immettiamo questo tipo di sostanza nell’ambiente”. 

“L’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) – si legge in un passaggio dell’articolo scientifico -, classifica l’arsenico come cancerogeno certo di classe 1 e lo associa a diverse patologie oncologiche tra cui il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. Associazioni positive anche con i tumori del fegato e del colon derivanti dall’esposizione tramite acqua ad uso potabile).

Viterbo - L'incontro sull'arsenico alla sede dell'ordine dei medici

Viterbo – L’incontro sull’arsenico alla sede dell’ordine dei medici


La cancerogenicità dell’arsenico è attribuita a molteplici meccanismi tra cui: effetti sull’epigenoma cellulare che spiegano come anche dosi molto basse possano avere effetti negativi sulla salute; produzione di radicali liberi (Ros) e stress ossidativo che danneggiano il dna favorendo processi neoplastici; ipometilazione del dna, causata dalla deplezione di gruppi metilici necessari per il metabolismo dell’arsenico. L’esposizione cronica a quantità minimali di arsenico può indurre stress genomico persistente e flogosi cronica, con attivazione di specifiche vie cellulari ‘pathways’ che favoriscono la trasformazione neoplastica”.

“Nel viterbese – ha aggiunto Litta – possiamo un po’ abbassare il livello con i potabilizzatori ma l’oms chiede di abbassare ancora di più il limite, auspicando livelli compresi tra 0 e 5 mg/l. Il viterbese è stato oggetto di studio per tutta una serie di malattie cardiovascolari legate all’effetto dell’arsenico”.

Giovanni Ghirga, pediatra, ha fatto una riflessione su come l’arsenico possa avere effetti negativi anche sulla salute dei bambini. Con, tra le altre cose, “riduzione della performance cognitiva, disturbi della memoria, disturbi dell’intelletto”.

Antonella Litta e Rocco Santarone

Antonella Litta e Rocco Santarone


“Serve un approccio legislativo sulla questione abbassando i limiti dell’arsenico e tendere allo zero – ha sottolineato Santarone -. Dobbiamo rimetterci alle ultime tecnologie disponibili per modificare la qualità dell’acqua nei nostri acquedotti. La politica deve collaborare per far sì che il nostro ambiente e le persone riescano ad avere la vita più sana possibile”.

“L’arsenico impatta fortemente sulla vita della Tuscia – ha ricordato l’assessora Angiani – una grossa fetta del bilancio della Talete se ne va proprio per l’abbattimento di arsenico e fluoruri. Se l’oms ci dice di abbassare ancora di più i livelli, la situazione si complica. Per ora la tecnica che stiamo usando è quella della miscelazione”.

Anche Angiani è tornata sul problema dei tempi di comunicazione di non potabilità dell’acqua e sulle ordinanze che arrivano con ritardo.

“Per tutti i tempi tecnici del caso si arriva a emettere le ordinanze di non potabilità sempre con ritardo – ha detto Angiani -. Sarebbe opportuno fare la rigenerazione delle acque prima di trovare valori alti, ma sono meccanismi complessi e costosi. Speriamo che con l’entrata del privato in Talete si trovi un metodo migliore”.


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