I fatti risalgono al 10 giugno, in uno stabilimento balneare della zona sud. “Scendiamo in spiaggia giusto il tempo per il suo bagno – ha spiegato Prestigiacomo – poi passeggiamo e ci dedichiamo ad altre attività. Mio figlio ha una leggera disabilità, certificata tramite legge 104, e non riesce a stare fermo a lungo. Per questo non ha senso prendere lettini o ombrelloni. Restiamo pochi minuti, vicini all’acqua, e io mi limito ad appoggiare a terra il telo con i miei effetti personali”.
Secondo quanto riferito da Prestigiacomo, l’intervento dell’operatore sarebbe stato brusco. “È arrivato dicendomi con modi molto maleducati che non potevo trattenermi oltre. Dal canto mio ho reagito sottolineando che non aveva alcun titolo per cacciarmi e che avrei volentieri atteso l’arrivo delle autorità preposte al controllo”.
Il nodo è l’ordinanza balneare 2025 del comune di Rimini, che stabilisce un’area di 20 metri lungo la battigia riservata al transito. Ma Prestigiacomo contesta modalità e legittimità del provvedimento. “Sul materiale cartaceo esposto nello stabilimento non ho trovato spiegazioni o riferimenti normativi. Mi è stato mostrato un foglio privo di firme. E poi – ha aggiunto – mi chiedo come un’ordinanza possa andare contro la legge nazionale, che garantisce almeno cinque metri liberi per l’accesso al mare”.
“È stata una settimana difficile – ha proseguito Prestigiacomo –. Non appena i concessionari o i loro collaboratori vedono i teli da mare si avvicinano e invitano in malo modo a lasciare la battigia, minacciando l’arrivo della guardia costiera. Io non entro mai in acqua, resto in piedi ad aspettare mio figlio. Ma ieri mattina è stato troppo”.
Alla fine del confronto, Prestigiacomo ha contattato la polizia locale e ha presentato un esposto orale. “Ho anche chiamato la guardia costiera. Mi è stato detto che l’ordinanza vieta la sosta in quel tratto. Ho risposto che ero pronto ad autodenunciarmi, ma che allora mi si doveva dire chi mi stava imponendo di andarmene. Non è arrivato nessuno”.
Lo sfogo, condiviso anche sui social, ha raccolto numerose manifestazioni di solidarietà. “Mi hanno rincuorato – ha detto Prestigiacomo – ma di sicuro non tornerò più a Rimini. In altre zone, come Viserbella, ci siamo trovati benissimo e tante persone sono state molto accoglienti con mio figlio. Non ce l’ho con nessuno in particolare, ma la prepotenza che ho vissuto non è degna della tradizione di ospitalità di questa città”.
Dal canto suo, il gestore dello stabilimento ha replicato: “Io non ero presente ma posso dire che non è nostra abitudine aggredire in malo modo le persone. Noi non facciamo altro che spiegare quanto stabilisce l’ordinanza balneare 2025 del comune di Rimini”.