Viterbo – Sul presidente dei revisori, conti da rifare: l’opposizione non vota il presidente. Il Pd rifiuta la scheda. FdI, Lega e gruppo misto abbandonano i lavori.
Alla fine, Massimo Grazini è eletto con 18 voti, tutti della maggioranza, ma c’è pure una scheda bianca. Chissà chi non si è allineato…
Consiglio comunale
Un pasticcio in cui il professionista non c’entra, ma è tutto squisitamente politico, partorito da una coalizione civica. Iniziato con la delibera dove figurava già il nome, ma non avrebbe dovuto. È il consiglio che lo vota.
Ci possono essere proposte, in maggioranza qualcuno lo poteva avanzare. Invece la delibera sbagliata è stata ritirata, giustamente. Sostituita da una priva di riferimenti. Lasciando irrisolto il mistero su chi abbia avanzato quel nominativo che poi è risultato effettivamente eletto.
Melania Perazzini (Viterbo 2020) e Ugo Poggi (Rinascimento), sollecitati da Alvaro Ricci (Pd) nella precedente riunione, avevano fatto capire di non saperne nulla. Così anche l’assessora Elena Angiani (Bilancio), mentre dalla sindaca Frontini nessuna dichiarazione.
Oggi in consiglio, la sorpresa. “Ho risposto di non saperne nulla a titolo personale – spiega Perazzini – perché il nome è stato deciso come maggioranza, è una nostra proposta. Siamo tutti d’accordo, si tratta di una persona che ha lavorato bene”.
Dichiarazione che le fa guadagnare complimenti ironici da parte di Ricci. “È uscita bene da un vicolo cieco – ha detto Ricci – le ho fatto una domanda e siete caduti dalle nuvole, più delle parole spesso contano le espressioni, ma le faccio i complimenti”.
La minoranza boccia in pieno il metodo, con Matteo Achilli (FdI), che fa notare pure ,come sia possibile decidere, quando a fronte di una rosa di nomi non ci sia il curriculum. Per una valutazione, occorre, ma per un suggerimento è superfluo, forse.
“Avete aperto – incalza Ricci – l’ufficio complicazioni affari semplici. Una delibera più facile di questa non c’era, ma voi l’avete complicata e creato un caso”.
Una delibera comunque educativa: “Mostra come si muova quest’amministrazione – spiega Letizia Chiatti (gruppo misto) – gli uffici hanno sbagliato, capita. La delibera col nome poi è stata vista dal segretario generale, ma o non ha letto o non se n’è accorto.
Passata al presidente del consiglio, ma o non ha letto o non se n’è accorto. La sindaca non si mette a leggere tutte le delibere, ma l’assessora Angiani l’avrà vista. Solo che o non l’ha letta o non se n’è accorta. Poi il presidente di commissione. Non l’ha letta o non se n’è accorta. Quando c’era scritto il nome del presidente dei revisori da votare. Molto grave”.
Lo spoiler si è rivelato giusto, la maggioranza ha votato il presidente indicato, tranne uno. Che ha alzato scheda bianca.
La storia si ripete al punto successivo, l’affidamento per 11 anni a Francigena di tpl, bike sharing e area camper alla partecipata comunale. Tanti i dubbi e relative domande dall’opposizione. Dubbi che tali sono rimasti e al momento del voto, l’opposizione esce e il punto è approvato all’unanimità dalla sola maggioranza.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Cerocchi (Uiltrasporti): “Bene l’affidamento per i prossimi 11 anni del trasporto pubblico locale a Francigena” – Pasticcio revisori dei conti, in delibera c’è già il nome del presidente e nessuno sa chi l’ha scelto
