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Caso Sharaf, censurata la pm che archiviò l’esposto sulle violenze in carcere

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Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf

Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf

La pm Eliana Dolce

La pm Eliana Dolce

Viterbo – Caso Sharaf, censurata la pm Eliana Dolce che archiviò l’esposto sulle violenze in carcere.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Dubbio, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha inflitto una censura alla pm Eliana Dolce per la gestione dell’esposto che denunciava presunti pestaggi nel carcere di Viterbo, firmato anche da Hassan Sharaf, il detenuto egiziano morto suicida nel luglio 2018.

La magistrata – all’epoca in servizio alla procura di Viterbo – aveva iscritto l’esposto a modello 45, quindi come fatto non costituente reato, archiviandolo con motivazioni definite “meramente apparenti” dal Csm. Una scelta “particolarmente grave”, secondo i giudici disciplinari, perché coinvolgeva persone vulnerabili e proveniva da un organo istituzionale, il Garante dei detenuti del Lazio.

L’esposto segnalava, con foto e testimonianze, violenze subite da Sharaf e altri reclusi. Dopo l’avocazione disposta nel 2021 dal procuratore generale Antonio Mura, sono emerse gravi lacune: Sharaf era minorenne, non visitato prima dell’isolamento e trasferito in un carcere per adulti senza che il tribunale dei minori fosse ascoltato.

Oggi è in corso un processo per omicidio colposo contro il medico del reparto protetto e due operatori sanitari, mentre un altro filone coinvolge due agenti per presunti maltrattamenti.

In sede penale, la pm Dolce e l’ex procuratore Paolo Auriemma sono stati assolti, ma la censura del Csm segna un precedente nel valutare disciplinarmente la gestione delle notizie di reato.

 
 
 

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