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Roma – (c.g.)- La corte d’appello di Roma ha ascoltato questa mattina le parti civili e la procura generale, nell’ambito del procedimento per la cosiddetta “cena dei veleni”, che vede coinvolti la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini. L’accusa pesantissima per i due è di minaccia a corpo politico.
Per la procura generale è intervenuto Pantaleo Polifemo, che ha illustrato e arricchito i contenuti del ricorso presentato dal pm Massimiliano Siddi contro la sentenza di non luogo a procedere emessa dal gup Fiorella Scarpato.
In aula anche gli avvocati delle parti civili. Enrico Valentini, per Letizia Chiatti ex presidente del consiglio comunale, ha ricostruito alcuni passaggi politici antecedenti all’episodio. Stefano Falcioni, per il consigliere comunale Marco Bruzziches e la moglie Anna Maria Formini, si è concentrato sulla natura e la funzione dell’udienza preliminare, sottolineando che “il provvedimento che la conclude non serve a definire il giudizio, ma a valutare se ci siano elementi sufficienti per affrontare un dibattimento, unica sede in cui si può accertare colpevolezza o innocenza”.
“Ho apprezzato la requisitoria della procura generale – ha dichiarato Falcioni alla fine dell’udienza – che ha dimostrato di aver recepito nel dettaglio l’atto d’appello del del pm Siddi e lo ha illustrato molto bene alla corte. Sono soddisfatto per come sono andate le cose, mi sembra che la vicenda sia su binari giusti e seri, ora”.
Esprime soddisfazione anche l’avvocato di Letizia Chiatti, Enrico Valentini: “Il procuratore generale ha effettuato un’analisi ottima di quelli che sono stati i motivi di appello. È stato molto preciso, molto pungente e ha evidenziato quello che secondo lui è l’elemento fondante della violazione dell’articolo 338 del codice penale (ndr, articolo che delinea il reato di violenza o minaccia ad un corpo politico).
Per quanto riguarda le parti civili, io ho ricostruito l’ambiente nel quale si muoveva tutto, sia la sindaca Frontini e Cavini, sia Bruzziches e la Chiatti, dando una visione più interna e, diciamo, cercando di mettere in luce anche le possibili motivazioni di un atteggiamento da parte della sindaca. Un atteggiamento teso, in qualche maniera, a limitare l’autonomia della Chiatti e di Bruzziches”.
L’udienza è stata aggiornata al 5 dicembre, quando verranno ascoltate le difese di Frontini e Cavini. Nella stessa data potrebbe arrivare la decisione della corte sul ricorso di Siddi.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
