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Centro migranti sventrato da un’esplosione, spunta la pista esoterica…

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San Lorenzo Nuovo – Centro di accoglienza sventrato da una esplosione di gas seguita da un incendio a San Lorenzo Nuovo, è spuntata una “pista esoterica” nel corso delle indagini.  Una “superstizione” e non un linguaggio in codice, secondo quanto approfondito dagli investigatori. Si tratta della vicenda dei “tappi premonitori”


Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti

Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti


Nel corso dell’inchiesta della procura sfociata in quattro avvisi di conclusione indagini sarebbe emersa dall’esame dei telefonini sequestrati agli indagati una “superstizione”, che ha insospettito gli investigatori, convincendoli ad approfondire la misteriosa vicenda dei “tappi” che avrebbero predetto a una operatrice – uscita dall’inchiesta – il tragico scoppio della sera del 10 novembre 2023. 

“A te posso dirlo – dice in chat l’operatrice a un’amica, il giorno dopo la tragedia – non ho capito i segnali che per tutto il giorno i nostri amici tappi mi avevano fatto avere nonostante non fossi in struttura. Mi avevano detto tutto, ma io non ho capito. Poi ti racconterò tutti i loro segnali. Non sono stata in grado di interpretarli”.

L’amica dell’operatrice, sentita dalla pm Paola Conti a sommarie informazioni, avrebbe fornito in merito ai “tappi” una dettagliata quanto stravagante spiegazione, riferendo che loro due, da diverso tempo, avvertivano dei segnali premonitori da presenze paranormali (“gli amici dei tappi”) e che quei commenti in “chat” si riferivano per l’appunto a quei segnali profetici avuti anche in sogno, ma non compresi e interpretati nel modo giusto (segnali premonitori di un disastro).

Anche se in un primo momento il racconto è apparso agli inquirenti elusivo e fantasioso, la donna avrebbe  potuto mostrare altri contenuti del suo cellulare (nella fattispecie, foto di tappi) a sostegno della sua credibilità. 

Per spiegare la frase sui “segnali dei nostri amici tappi” la testimone ha raccontato che da oltre due anni, lei e l’operatrice avrebbero vissuto dei presagi particolari: “Nel senso che ci capitano delle cose oppure facciamo dei sogni che poi, a posteriori, riusciamo a comprendere come segni di avvertimento di qualcosa che deve accadere e che poi in effetti accade. Sembrerà assurdo, ma la verità è questa”.

La “credenza” sarebbe iniziata dopo una festa, quando arrivò addosso a una delle due un tappo di sughero, un evento capitato successivamente più volte a entrambe, col rinvenimento di tappi di sughero o di plastica in vari luoghi, “anche nelle nostre abitazioni o per strada, e questa assurda coincidenza, nel tempo, si è trasformata in una reale credenza da parte nostra, quindi quando la mia amica operatrice mi scriveva ‘non ho capito i segnali dei nostri amici dei tappi’, faceva riferimento a delle sue sensazioni di presenze intorno a lei, come più volte ci accade, che le davano il preavviso di qualcosa che stava per accadere, ma lei non è riuscita a capire cosa, solo con il senno del poi, abbiamo pensato che i nostri presagi anticipavano il brutto incidente di Metata”. 

A riconferma di quanto riferito, la donna avrebbe poi mostrato agli investigatori  una chat sul suo telefono nella quale le due amiche si scambiavano foto di tappi di plastica con le date incise sopra e commentavano su cosa volessero dire quella volta.

Il bilancio fu di 31 feriti, tra cui 7 bambini, alcuni gravissimi. Agghiaccianti le conclusioni del consulente tecnico della procura, ingegnere Rodolfo Fugger: “È evidente che, se a fronte delle segnalazioni dei migranti, si fossero aperte tutte le finestre e porte verso l’esterno, lo scoppio sarebbe stato evitato”. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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