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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono il professor Luca Laurenti, ematologo. Da trent’anni prendo il treno sulla tratta Viterbo-Roma, direzione Policlinico Gemelli. In questi decenni, la situazione è andata progressivamente peggiorando: tempi di percorrenza sempre più lunghi, continui cambi di treno (come alla Storta), ritardi costanti.
Unico miglioramento? Le locomotive, più confortevoli. Ma è una magra consolazione.
Il 12 giugno: esco dal Gemelli alle 16, arrivo alla Storta e lì ci fermano per un incendio tra la Storta e Cesano. Annunciano bus sostitutivi per le 19… Tre ore dopo, nulla di fatto. Linea ancora chiusa. Sono arrivato a casa alle 21, grazie al passaggio in auto di un amico – una fortuna che non tutti hanno.
Mi chiedo: prima la città era governata dal centrodestra e la regione dal centrosinistra, poi il contrario… nel frattempo, il Giubileo del 2000 ha portato solo ulteriori fermate su Roma, ma nessun beneficio per il viterbese. Nessun raddoppio della tratta da Cesano a Viterbo.
Oggi città e regione sono allineate politicamente: possono finalmente fare qualcosa?
Perché noi pendolari – e i nostri figli – nel 2025 dobbiamo trasferirci a Roma per poter lavorare o studiare a 60-80 km da casa?
Com’è possibile che, uscendo dal Policlinico alle 16, io sia rientrato a casa alle 21? E se non avessi avuto un amico in macchina?
A chi sta pensando: “A me che importa”, rispondo: prima o poi, voi o un vostro familiare avrete bisogno di questo servizio.
Viterbo è piena di politici influenti. Possibile che nessuno riesca a intervenire? Che pena.
Professor Luca Laurenti
Professore associato di Ematologia
Responsabile Uosd Leucemia Linfatica Cronica
