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Crisi del commercio a Viterbo: anche lo storico spaccio di strada Pian di Legname ha cessato definitivamente la propria attività

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Lo spaccio chiuso di strada Pian di Legname

Lo spaccio chiuso di strada Pian di Legname

Pian di Legname

Pian di Legname

Viterbo – (s.c.) – Nei giorni scorsi ha chiuso definitivamente i battenti anche l’antico spaccio-bar di strada Pian di Legname, situato tra San Martino al Cimino e Tobia, aperto nel lontano 1928 e gestito fino ad oggi a conduzione familiare. 

Un’attività durata quasi un secolo per la rivendita viterbese di alimentari, bar e generi di monopolio numero 29. Una tra le prime sorte a Viterbo, fino a pochi giorni fa in piena attività, era stata aperta intorno al 1928 in Strada Pian di Legname, davanti all’omonimo fontanile, ed è stata punto di riferimento per migliaia di cittadini che hanno abitato nella zona. 

Tutto grazie alla famiglia Natali, al suo capostipite Severino e ai suoi discendenti che hanno svolto per tutti questi anni un servizio molto importante per gli abitanti del comprensorio. Perché lo spaccio è stato sempre punto di riferimento, tra le altre cose, per la consegna delle lettere e dei pacchi postali, per le notifiche di atti importanti e tutte le altre necessità. Al suo interno, nella prima metà del secolo scorso, insieme al pane fresco quotidiano, si poteva trovare di tutto: dal latte alla benzina e bombole del gas, dalle marche da bollo alle marche di sigarette più disparate, e a volte anche qualche pezzo di ricambio per attrezzi agricoli. Un esercizio pubblico molto utile per chi si trovava in difficili condizioni economiche perché poteva anche “segnare” giornalmente la spesa per poi saldare il conto alla fine del mese.

Fino a qualche anno fa era possibile ancora trovare l’ultraottantenne Antonia Natali, classe 1932, che gestiva insieme ad alcuni familiari l’osteria bar caffè. Poi, dopo la sua scomparsa, è rimasto aperto soltanto il negozio di generi alimentari che, però, non ha retto nei confronti della concorrenza da parte della grande distribuzione e delle difficoltà ad arrivarci tramite strade strette con erba alta dove alcuni fornitori (per esempio camion frigoriferi e quello che trasportava le bombole del gas) ultimamente non effettuavano più le consegne. 

Oggi ci rimane soltanto il dolce ricordo di quell’incrocio di vie (Pian di Legname, Fossaccio ecc.) animato da tante persone che lo riconoscevano come punto di riferimento e di ritrovo durante tutto l’arco della giornata.


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