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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come presidente dell’Associazione Kyanos, impegnata da anni nel contrasto alla violenza di genere in tutte le sue forme, sono lieta di annunciare un evento di grande rilevanza sociale e culturale, organizzato in collaborazione con il sindacato Uila – Lega comunale di Viterbo: la presentazione del libro “Dai braccianti ai rider. Il metodo del caporalato e le nuove frontiere dello sfruttamento” di Raffaella Alois.
L’iniziativa si terrà giovedì 12 giugno alle 17 presso il Teatro San Leonardo (Via Cavour 9, Viterbo).
Il testo di Raffaella Alois ci guida in un viaggio crudo ma necessario nei meccanismi dello sfruttamento lavorativo in Italia, partendo dai campi dell’agricoltura per arrivare alla gig economy. Un sistema che ha mutato pelle ma non logica: la mercificazione della vita umana in nome del profitto.
E dentro questa narrazione, lo sfruttamento delle donne – braccianti, colf, badanti, rider – si svela in tutta la sua violenza intersezionale, aggravata da discriminazioni di genere, provenienza e status socioeconomico.
L’evento vedrà gli interventi di:
– Raffaella Alois, autrice del libro
– Alice Mocci, Segretaria nazionale Uila
– Patrizia Notaristefano, Assessora all’Agricoltura del Comune di Viterbo
– Marta Nori, Presidente Associazione Kyanos
– Luca Di Sciullo, Presidente Centro Studi e Ricerche Idos
– Antonio Biagioli, Segretario generale Uila – Lega comunale di Viterbo
– Daniele Camilli, Segretario organizzativo Uila – Lega comunale di Viterbo
Sarà un’occasione di riflessione collettiva per dare voce a chi troppo spesso resta invisibile. Le donne migranti sfruttate nei campi, nei magazzini o dietro uno smartphone, vivono una doppia subordinazione: economica e patriarcale.
Kyanos offre loro, da anni, uno spazio di ascolto, denuncia e cambiamento.
L’Associazione Kyanos, attraverso il proprio Centro Antiviolenza, si confronta quotidianamente con storie di donne che subiscono non solo violenza fisica o psicologica, ma anche forme di sfruttamento sistemico e strutturale, spesso invisibili agli occhi dell’opinione pubblica.
Lo sfruttamento lavorativo è una delle facce più insidiose della violenza patriarcale: riguarda donne migranti senza tutele, giovani madri costrette a scegliere tra maternità e precarietà, lavoratrici agricole ricattate con il doppio ricorso al corpo e al lavoro.
Raccontare e denunciare questi fenomeni, in un’ottica femminista, significa rimettere al centro i diritti, la dignità e l’autodeterminazione delle donne, senza distinzioni di origine o condizione.
Questa presentazione non è solo un momento culturale, ma un atto politico e collettivo per accendere i riflettori su ciò che spesso resta ai margini. Invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a partecipare.
Marta Nori
Presidente Associazione Kyanos
