Viterbo – (sil.co.) – Al via ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli un delicatissimo processo a un patrigno accusato di maltrattamenti dalla figliastra minorenne. Presunta vittima una diciassettenne, che ieri avrebbe dovuto essere ascoltata come parte offesa. Ma la difesa ha sollevato il dubbio se sia in grado di testimoniare. Un analogo procedimento infatti fu archiviato.
Domenico Gorziglia
La denuncia risale al 2021 quando la giovane aveva soltanto 13 anni. Ma il difensore Domenico Gorziglia ha spiegato al pm Flavio Serracchiani e ai giudici come la stessa abbia sporto denuncia per analogo reato già nel 2018, quando aveva 10 anni, denuncia che è stata archiviata successivamente all’incidente probatorio.
“All’epoca furono sentiti la minore e anche due fratelli, ma la psicologa Marilena Mazzolini la giudicò incapace di testimoniare, e il procedimento fu archiviato. Per quanto ne so, soffre di sindrome istrionica e percepisce una pensione di invalidità. Credo che l’incidente probatorio di sette anni fa, che è agli atti di questo processo, sia datato e serva una nuova perizia sulla capacità a testimoniare”, ha detto l’avvocato Gorziglia, spiegando che nel 2021 la presunta parte offesa è stata ascoltata solo in modalità protetta.
Si è allora posto il problema se ascoltare la parte offesa alla presenza di uno psicologo oppure sottoporre la minore a perizia prima dell’eventuale testimonianza.
Il collegio, dopo una breve camera di consiglio, ha disposto che venga effettuata una perizia sulla capacità di testimoniare prima di andare avanti, che sarà affidata a uno psichiatra il prossimo mese di settembre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
