Civita Castellana – (g.denov.) – “Fioriture”, il concerto per Giovanni Colamedici fa il pieno di pubblico e di applausi. Formula classica ma ampio spazio ai giovani nella diciannovesima edizione. Presenti il sindaco Luca Giampieri e l’assessore alla cultura Giovanna Fortuna.
Fioriture – Il concerto per Giovanni Colamedici
Protagonisti quest’anno sono stati i giovani, a cui Enrico Mazzoni e Alberto Poli, ideatori e direttori artistici della manifestazione, hanno ceduto lo scettro. L’ensemble vocale Fire Roses & Co, i fratelli violinisti Matteo e Gabriele Lucarelli, e il pianista Simone Mechelli hanno dato ampia prova dei loro talenti, ma anche di quanto sacrificio e abnegazione, come sottolineato dal maestro Alberto Poli, ci siano dietro certi successi. E che le loro esibizioni lo siano state, un successo, lo dimostrano gli applausi a scena aperta tributati loro dal pubblico.
L’edizione 2025 del concerto ha dunque cambiato pelle e ha segnato un nuovo inizio. I maestri Enrico Mazzoni e Alberto Poli hanno scelto di non salire sul palco e di cedere la scena a volti nuovi: voci e strumenti nati o cresciuti nella Tuscia, formatisi tra i banchi del liceo musicale Santa Rosa e oggi in grado di restituire con la musica tutto ciò che hanno ricevuto.
Fioriture – Il concerto per Giovanni Colamedici
“Dopo ventun0 anni – ha spiegato Mazzoni – è giusto che a parlare siano loro”. Il programma ha spaziato da Bach a Beethoven, fino ad arrivare a una composizione originale del maestro Stracchi scritta per l’ensemble viterbese. Tra i momenti più emozionanti l’esecuzione del Passacaglia di Haendel nella rivisitazione per due violini di Halvorsen. “Tutte composizioni di enorme complessità e difficoltà, che vengono eseguite di solito da grandi professionisti”, ha sottolineato Poli.
Il titolo dell’edizione, “Fioriture”, non è stato scelto a caso. Evoca lo sbocciare, la crescita, ma anche quella figura musicale che arricchisce il tema principale con svolazzi e variazioni. A fine serata, in molti hanno avvicinato i musicisti per ringraziarli. Tra questi, anche la figlia di Giovanni Colamedici, Lauretta, che ha ricordato l’origine di questo appuntamento: “Un concerto nato da un’antica amicizia, che nel tempo è diventato un impegno culturale costante. Mio padre era un uomo capace di immaginare orizzonti più larghi del proprio tempo”.

