Viterbo – Rudy Guede accusato di violenza sessuale dalla ex, sarà il gup Rita Cialoni del tribunale di Viterbo a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Paola Conti. Al via oggi l’udienza preliminare, subito rinviata a luglio per un problema di notifica.
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Il 38enne ivoriano, condannato a 16 anni scontati a Viterbo per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia nel 2007, una volta uscito dal Mammagialla ha allacciato una relazione di circa un anno e mezzo con una 25enne del capoluogo che nell’estate del 2023 lo ha denunciato per maltrattamenti, lesioni e violenza sessualeIe. Il 6 dicembre 2023, Guede è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Su richiesta del difensore Carlo Mezzetti, lo smartphone della 25enne è stato sottoposto a incidente probatorio, che si è chiuso il 18 luglio dell’anno scorso. Nello smartphone oltre 100mila foto, decine di migliaia di chat e un numero altissimo di file audio, conversazioni nelle quali la giovane racconterebbe ad amici e conoscenti le botte e le umiliazioni che avrebbe subito. La donna è assistita dall’avvocato Francesco Guido.
Tra fine primavera e inizio estate del 2023, la 25enne, appassionata di equitazione, sarebbe andata a vivere da sola a Grosseto. Ma su chi cercava chi, le versioni sono state contrastanti. Lui si sarebbe soltanto reso utile, preoccupato per la 24enne che, tra l’altro, pur essendo un cavallerizza esperta, avrebbe avuto un incidente e subito delle lesioni, “fotografate” dalla ragazza sui social. “Mi sono preoccupato per lei, ci siamo sentiti, sono andato a vedere come stava, le ho fatto la spesa”, ha detto Guede. “Ho capito che non si sarebbe fermato. Mi scriveva, mi chiamava, tre volte è venuto senza dirmelo, ha le chiavi di casa a Viterbo”, la versione invece di lei.
Silvana Cortignani
– Guede denuncia “clima morboso e pregiudizievole”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva
